
Giucas Casella lancia il suo appello da aspirante naufrago e, intanto, commenta la nuova versione 2026 dell’adventure game condotto da Lucarelli.
«Change, change, change!». Basta pronunciare questa formula magica per far viaggiare la mente lungo quarant’anni di storia della televisione italiana. Ma dietro il mentalista che ha ipnotizzato l’Italia, bloccando le mani di milioni di telespettatori davanti allo schermo, oggi c’è molto di più. Giucas Casella è un uomo che ha attraversato le epoche del piccolo schermo senza mai perdere la sua carica magnetica, capace di passare con disinvoltura dai grandi show del sabato sera ai moderni reality. E con noi Giucas si spoglia dei panni del fachiro per rivelare la sua veste più dolce e autentica: quella di nonno innamorato. Non solo affetti, però. Con la sua consueta schiettezza, l’illusionista torna a parlarci dei segreti e dei confini del potere della mente, prima di lanciare uno sguardo sull’attuale panorama televisivo. E, a proposito di televisione e dinamiche mediatiche, non potevamo non chiedergli un commento su uno dei temi più discussi del momento: L’Isola dei Famosi di Selvaggia Lucarelli.

Pensa che la televisione di oggi abbia perso la capacità di creare connessioni autentiche con il pubblico?
«La televisione è cambiata, è al passo con i tempi, è più dinamica e moderna. Però ho notato anche un ritorno al passato. Piacciono i vecchi format e funzionano ancora i personaggi storici della musica e della televisione. Secondo me la TV conserva sempre il suo pubblico».
Ha previsto con sorprendente precisione l’elezione di Zohran Mamdani a sindaco di New York. Il mentalismo viene spesso confuso con la magia, ma si basa su intuito, studio del comportamento e calcolo delle probabilità. Quanto c’è di analisi e quanto di sesto senso in una previsione del genere?
«Le mie previsioni nascono dalle sensazioni del momento. Durante quella previsione le mie mani andavano proprio su quel nome. Però non sempre quello che sento coincide con il risultato finale. Faccio un esempio: due anni fa, per Sanremo, ero convinto che avrebbe vinto Giorgia. Non avrei mai fatto altri nomi, il mio intuito era solo su di lei. Non è arrivata prima, ma ha vinto tutto il resto. Quel brano resterà nella storia della musica».
Abbiamo scoperto che ha una collezione di circa tremila Barbie! Che cosa rappresentano per lei?
«È una passione che mi ha trasmesso il mio assistente Giuseppe Cinelli, che lavora con me da oltre trent’anni. Quando viaggiavamo per lavoro in giro per il mondo mi trascinava nei mercatini alla ricerca di pezzi rarissimi da collezione. Così mi sono appassionato. Insieme abbiamo costruito una raccolta di circa tremila Barbie che racconta la loro storia: dalla numero uno del 1959 fino ai modelli più recenti e inclusivi».
Colleziona anche altro?
«No, nient’altro».
Si dice che i collezionisti cerchino di conservare un pezzo d’infanzia o un senso di ordine. Vale anche per lei?
«Per me è stato diverso. Mi colpì una Barbie del 1964, la Bubble Cut, ispirata a Jacqueline Kennedy, perché assomigliava tantissimo a mia madre. Da quella bambola è nata la mia curiosità per tutto quel mondo».
Alessandra Mussolini ha conquistato la vittoria a Grande Fratello Vip. Da esperto di dinamiche mentali, quale pensa sia stato il suo punto di forza?
«La sua naturalezza, l’ironia e soprattutto l’autoironia. Ha la capacità di farsi scivolare tutto addosso. Non credo abbia seguito strategie: l’ho vista autentica e sincera. La cosa che mi ha colpito di più è che Alessandra non conosce il rancore. Per lei tutto passa e si va avanti. In questo modo di essere mi ritrovo molto».

Archiviato Grande Fratello Vip, arriva una nuova edizione de L’Isola dei Famosi senza diretta continua. Che cosa pensa di questa scelta?
«Temo che la mancanza della diretta faccia perdere un po’ il senso del programma. Viene meno il pathos, quello delle prove, delle sfide e degli imprevisti che tengono il pubblico incollato allo schermo. Ho qualche timore, anche se resto un grande fan de L’Isola. Sarebbe il mio sogno tornarci, anche solo per qualche notte. L’ho fatta due volte senza riuscire a portarla a termine. Per me resta la prova più dura ma anche la più bella e indimenticabile».
Alla guida del programma ci sarà Selvaggia Lucarelli. Crede che il suo stile, così legato al giornalismo e al debunking, possa convivere con un reality?
«Sì, mi incuriosisce molto e mi stimola. Sarò sicuramente uno spettatore fedele».
Lei quindi apprezza Selvaggia Lucarelli, un personaggio che divide spesso il pubblico?
«La sua forza è proprio questa: è un personaggio molto divisivo. Selvaggia Lucarelli attira tutti, sia chi la sostiene sia chi la critica. A me piace. È capace di far saltare la pazienza a chiunque nel modo più semplice, senza urlare e senza essere mai volgare».
Non smette mai di mettersi in gioco
Lei, Francesca Cipriani e Lisa Fusco vi siete candidati per una futura edizione de L’Isola. I reality hanno ancora bisogno della cosiddetta “vecchia guardia”?
«Sì, ne sono convinto. Le vecchie glorie sono una garanzia. Io sarei prontissimo».
Che cosa spinge un professionista affermato come lei a rimettersi continuamente in gioco?
«Prima ancora che un personaggio televisivo sono un mentalista e ho sempre amato mettermi alla prova. Ho fatto esperimenti estremi: sono rimasto sottoterra, sotto il ghiaccio, dentro una botola piena d’acqua e ho camminato sui carboni ardenti. Ma L’Isola è stata la prova di resistenza più dura e affascinante. Il contatto con la natura mi dava forza e mi ricaricava, aiutandomi anche a sopportare la mancanza di cibo».

Chi pratica il mentalismo cerca spesso di controllare tutto. Oggi, superati i settant’anni, che cosa ha capito di non poter controllare?
«I sentimenti. Quelli non si possono controllare, soprattutto l’amore. Posso gestire tante cose, ma non quello. Ed è bello così».
In televisione è il maestro della suggestione, ma nella vita è rimasto “ipnotizzato” dai suoi nipoti. Che nonno è?
«Con loro sono tutto quello che non sono stato con mio figlio. Sono il loro complice. Ottengono tutto quello che vogliono, li vizio, gioco con loro, mi butto per terra per farli ridere. Sono due bambini straordinari, pieni d’amore».
I bambini non hanno filtri. Quando è con i suoi nipoti sparisce Giucas e resta solo Giuseppe: che cosa cambia?
«Con loro sono semplicemente Giuseppe. Non esiste il personaggio televisivo, esiste soltanto il nonno che gioca, ride e si emoziona insieme ai suoi nipoti».
Lontano dai riflettori, Giuseppe e Giucas vanno sempre d’accordo oppure uno ha dovuto proteggere l’altro?
«Giuseppe è un uomo semplice. Non amo la vita mondana, preferisco la natura e le cose autentiche. Le mie radici siciliane non mentono. Rivedo sempre con piacere gli amici d’infanzia e adoro mangiare in casa: il mio piatto preferito è la pasta aglio, olio e peperoncino. Giucas, invece, è il mio mito. Quando indosso i suoi panni mi trasformo: la mia mente diventa salda, presente. Le telecamere non mi spaventano, anzi mi danno energia. Amo le piazze, amo la gente, mi piace essere ironico e non prendermi troppo sul serio. Ma so di essere sempre il numero uno!».





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