
Abruzzo, si cercano ancora le due sorelle di 12 e 16 scomparse nel nulla
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I cani sono impegnati nel parco nazionale d’Abruzzo. Al vaglio degli inquirenti le telecamere del paese e i cellulari usati dalle sorelle nella comunità. Si cerca anche nei laghi e nei corsi d’acqua.
Non c’è ancora alcuna traccia di Sarah e Alisya, le due sorelle di 12 e 16 anni allontanatesi dalla casa famiglia che le ospitava a Civitella Alfedena, nell’Aquilano, nella notte tra sabato e domenica di una settimana fa. Nelle ultime ore le operazioni si sono concentrate anche nel lago di Barrea. I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno effettuato una ricerca nel lago, soffermandosi in particolare sotto i due ponti. Nello stesso tempo si cerca nel bosco: droni e unità cinofile continuano a battere il territorio dell’Alto Sangro, al momento, però, le ricerche non hanno fornito elementi utili per il ritrovamento delle due sorelline. Gli investigatori continuano a verificare ogni possibile pista. Intanto le ricerche delle sorelle scomparse in Abruzzo proseguono, e si sono ulteriormente estese trasformando l’intera area del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise in un grande perimetro operativo
L'appello del padre: "Ritrovatele"

Sul posto è presente anche il padre delle ragazze, Stefano Di Giacinto, con il proprio legale, Francesco Riccardi. L’uomo ha lanciato un nuovo appello: «Ritrovatele al più presto, sono sparite da 8 giorni. Ci tengo a dire che non è vero che Alisya e Sarah non mi volevano né vedere né sentire, il mercoledì precedente alla scomparsa, mi hanno contattato tramite WhatsApp e mi hanno raccontato tutto quanto avevano fatto durante la giornata». Con lui anche la madre dei bambini, da cui si era separato. Insieme hanno chiarito la posizione delle bambine: Alisya e Sarah erano entrate nel circuito delle case famiglia tre anni fa, dopo la difficile separazione dei genitori. Dopo essere state per due anni separate si sono riunite nel 2026. La responsabilità genitoriale, revocata a entrambi i genitori dopo il divorzio per una situazione di “conflittualità”, era stata restituita al padre dal Tribunale per i minorenni di Cassino alla fine di maggio, ma non alla madre. In questa situazione, la scomparsa può assumere diversi significati ma gli inquirenti non escludono alcuna pista. I carabinieri stanno verificando tutte le piste, compresa l’ipotesi che le due sorelle possano essere state aiutate ad allontanarsi dalla struttura. Tra gli elementi al vaglio ci sarebbero anche alcune auto viste nella zona prima della scomparsa. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Sulmona, Stefano Iafolla, proseguono: il fascicolo resta aperto per sottrazione di minori.
La Procura ha aperto un'inchiesta sulla casa-famiglia

Al vaglio anche la posizione della casa-famiglia: la Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo per abbandono di minori nei confronti dei responsabili della struttura. I carabinieri di Castel di Sangro hanno effettuato nuovi sopralluoghi nella comunità, e la stanza delle due sorelle è stata posta sotto sequestro. Gli inquirenti stanno analizzando anche i telefoni utilizzati dagli ospiti della casa famiglia, compresi quelli a disposizione delle due sorelle: dalle chat sarebbero emersi elementi ritenuti di interesse investigativo per ricostruire contatti e movimenti nelle ore precedenti alla scomparsa. Le telecamere del paese avrebbero permesso anche di individuare alcuni veicoli: alcuni sarebbero passati nei pressi della struttura negli orari ritenuti compatibili con il momento della scomparsa, tra le 2 e le 6. I militari hanno anche ascoltato più volte il fidanzato di Alisya, un 18enne di origine egiziana conosciuto all’interno della casa protetta. Una volta maggiorenne, il ragazzo si è trasferito nel paese dove lavora, ma la relazione sarebbe proseguita, tanto che i responsabili della comunità, quando si sono accorti della sparizione delle sorelle, hanno chiamato proprio lui per chiedere se sapesse dove fosse Alisya. Non si esclude nessuna pista.




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