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La Corte d’Assise di Rimini ha assolto Louis Dassilva dall’accusa di omicidio per non aver commesso il fatto. La sentenza è arrivata alle ore 2:20 di notte, dopo 16 ore di camera di consiglio, a conclusione di un processo durato dieci mesi. Dassilva, 36 anni, era l’unico indagato per l’omicidio della vicina di casa Pierina Paganelli, uccisa con 29 coltellate il 3 ottobre 2023 nel seminterrato di via del Ciclamino. L’impianto accusatorio della Procura, che indicava l’uomo come esecutore materiale del delitto, non ha retto al giudizio della corte popolare.

A seguito del verdetto di assoluzione, Dassilva è stato scarcerato alle ore 3:45 della stessa notte, lasciando la casa circondariale di Rimini dove si trovava detenuto da circa dieci mesi. Ad attenderlo fuori dal carcere c’erano i suoi legali, Riario Fabbri e Andrea Guidi, la moglie Valeria Bartolucci e un gruppo di sostenitori. Rilasciando una breve dichiarazione ai giornalisti presenti, Dassilva ha commentato: «Ha vinto solo la giustizia. È la rinascita della giustizia».
Continua il giallo, ormai lungo 3 anni. L’omicidio della 78enne pensionata riminese, dunque, rimane per ora senza colpevoli. Tutto era iniziato quando il corpo di Pierina venne rinvenuto dalla nuora Manuela Bianchi, la mattina del 4 ottobre 2023, nel garage di via del Ciclamino: nell’immediatezza la polizia pensò a un femminicidio. L’ex marito, però, un albergatore riminese, era in Germania da mesi e la pista venne subito abbandonata. Le indagini si concentrarono subito sui vicini di casa di Pierina. A pochi metri vivono Louis e la moglie Valeria Bartolucci, il figlio Giuliano Saponi e la nuora Manuela con la figlia 16enne. Frequentava la casa Loris Bianchi, fratello di Manuela che con Pierina non aveva mai avuto un buon rapporto. Un passo avanti l’indagine lo aveva compiuto quando la telecamera di un garage captò le urla di Pierina mentre veniva uccisa, fissando l’orario certo della morte alle 22.13.

I legali hanno trasferito l’uomo in una località riservata. La moglie ha confermato che la coppia non farà rientro nell’abitazione di via del Ciclamino. La sentenza di primo grado conclude questa fase processuale, ma la Procura di Rimini conserva il diritto di presentare ricorso in Appello una volta depositate le motivazioni della sentenza.
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