
Simone Montedoro: «Ecco perché ho detto sì al “Paradiso”»
In questo articolo
Simone Montedoro, la grande new entry de Il Paradiso delle Signore, ci racconta la sua intensa vita sul set e sottolinea come il personaggio che interpreta si crei ogni giorno. L’attore romano, che è stato un “acquisto” prestigioso della stagione in corso del daily di Rai1, ci parla del suo Rinaldi e gli augura una longevità… stile Beautiful!
È la new entry di maggior prestigio della decima stagione daily de Il Paradiso delle Signore, in onda dal lunedì al venerdì, alle ore 16.00, su Rai1 per la gioia di milioni di fedeli telespettatori: si tratta di Simone Montedoro, straordinario attore romano, 52 anni, volto noto televisivo grazie alle tante fiction di successo interpretate, che sta vestendo i panni del nuovo magazziniere Fulvio Rinaldi.
Un progetto straordinario

Simone, come si sta trovando sul set de Il Paradiso?
«Benissimo, sono davvero felice di far parte di questo straordinario progetto, ho iniziato da poco, ma già mi sento parte integrante del gruppo. Il set de Il Paradiso delle Signore è un ambiente bellissimo, sono stato accolto a braccia aperte da tutti, il cast è eccezionale, molto affiatato, pieno di attori bravissimi, disponibili, rodati, umili e altruisti. Qui a Il Paradiso non puoi semplicemente venire, fare le tue scene e andartene: devi entrare davvero nel progetto, viverlo intensamente, contribuire alla creazione del personaggio giorno dopo giorno».
Chi è Fulvio Rinaldi?
«Fulvio è un imprenditore romano, che a un certo punto ha deciso di trasferirsi a Varese per amore, infatti conosce lì una donna, se ne innamora subito, la sposa, apre un’azienda di bottoni con lei e i due lavorano insieme. Purtroppo, la piccola fabbrica fallisce, non per colpa di Fulvio, ma perché si è affidato a persone sbagliate, non valide. Una disgrazia alla quale se ne aggiunge subito un’altra, la morte improvvisa della moglie. Fulvio, così, si è ritrovato a vivere un momento durissimo, tragico, sia sul piano professionale che personale, un cambiamento che avviene dall’oggi al domani».
Quindi?
«Per risollevarsi da questo momento buio Fulvio decide di trasferirsi a Milano con la figlia perché ormai, senza la moglie e senza il lavoro, era inutile rimanere a Varese. Qui viene accolto a Il Paradiso delle Signore dal dottor Roberto Landi (Filippo Scarafia), con il quale aveva già un legame lavorativo, visto che la sua azienda forniva bottoni al magazzino milanese. Fulvio ha un bisogno disperato di lavorare, così, da imprenditore, accetta di fare il magazziniere convinto che sia da rispettare qualsiasi professione, se svolta con serietà e professionalità, e ricordando che si era creato da solo, partendo dal nulla. È contento, felice di questa nuova opportunità, ma, all’inizio, ha nascosto la verità alla figlia Caterina (Iuliana Calcatinci)».

Perché?
«Per proteggerla le aveva raccontato una bugia bianca, a fin di bene. Ma si sa, le bugie hanno le gambe corte ed è venuta fuori la verità, anzi, la figlia per aiutarlo ha iniziato a lavorare anche lei a Il Paradiso come Venere».
Avvincente “evoluzione” in vista
Fulvio subirà un’evoluzione?
«Sì, Fulvio è un personaggio che crescerà. Non so ancora tutto quello che gli succederà, dato che stiamo costruendo la sua storia giorno per giorno con gli sceneggiatori, ma sono certo che avrà una bella evoluzione. Un’altra bella novità di questa produzione è che l’attore è all’oscuro del percorso del suo personaggio, è una scoperta continua, per me questo fattore è stimolante. Fulvio è un uomo molto determinato, umano, gentile, capace di chiedere e di dare aiuto. Queste sono le sue caratteristiche fondamentali. Inizialmente il pubblico troverà un uomo provato, che sta cercando di risollevarsi, magari, più avanti, lo vedremo anche più solare».

Qual è la forza di questo set?
«Il Paradiso è un’ottima scuola per qualsiasi tipo di attore. Per me venire qui è un continuo apprendimento, per i ritmi, le dinamiche, la cura nel dettaglio della ricostruzione storica della serie. Si lavora molto anche prima di girare, con i registi, con il coordinatore artistico, c’è un impegno costante quotidiano che ti arricchisce, ti dà tantissimo e non ti fa pesare il lavoro duro».
Perché Il Paradiso delle Signore piace tanto?
«Perché racconta il nostro Paese attraverso gli occhi delle persone comuni. Sarebbe bellissimo poter arrivare, un giorno, fino agli anni ’90 con questa serie per raccontare tutta la storia e l’evoluzione dell’Italia attraverso le vicende di un magazzino. D’altronde Beautiful è arrivato alla quarantesima stagione, perché non può farlo anche Il Paradiso? La serie è un ottimo modo per far rivivere alle generazioni passate ricordi della giovinezza e, allo stesso tempo, per far conoscere ai giovani un’epoca che non hanno vissuto, ma che qui è ricostruita con una precisione incredibile partendo dai costumi e arrivando alle scenografie e alle atmosfere».
Cosa si aspetta dal personaggio?
«Tanto, io da attore che ama questo lavoro cercherò di mettere quanta più passione e impegno in questo personaggio, ci credo molto, lo trovo interessante, spero che piaccia, che possa crescere di giorno in giorno e che duri per lungo tempo. Mi hanno invecchiato, al momento Fulvio è un uomo che si sta risollevando da due sconfitte, è disperato, magari in seguito lo vedremo più sorridente. È un piacere venire a lavorare la mattina sul set e questo non è scontato nel nostro ambiente».





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