L’omicidio di Federica Torzullo: il suo assassino ha infierito su di lei. E la Procura gli contesta il reato di femminicidio
In questo articolo

In questo articolo
Si è avvalso per due volte della facoltà di non rispondere Claudio Agostino Carlomagno, il marito di Federica Torzullo, attualmente in carcere a Civitavecchia, sulle prime accusato di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere per la morte della moglie. Alla luce delle risultanze investigative, la Procura di Civitavecchia ha cambiato l’accusa, contestandogli ora il nuovo reato di femminicidio. (L’articolo 577 bis del Codice penale prevede la condanna all’ergastolo per l’omicidio di una donna che viene commesso “per motivi di odio, discriminazione di genere, o per reprimere la sua libertà, i suoi diritti o la sua personalità, come il rifiuto di una relazione”).
L’uomo 45enne, da cui Federica si stava separando, ha scelto di rimanere in silenzio nonostante gli indizi raccolti dai carabinieri del Nucleo investigativo di Ostia, coordinati dalla Procura, siano tutti contro di lui. Il cadavere è stato ritrovato nella giornata di domenica nell’azienda dell’uomo, dopo un lavoro di ricerca durato due settimane. Oggi pomeriggio verrà effettuata l’autopsia sul corpo della donna di 41 anni. Dalle prime indiscrezioni emergerebbero dettagli inquietanti: sembra che a Federica mancasse una gamba.
Federica è stata colpita da almeno due fendenti alla gola nella cabina armadio della stanza da letto, è stata poi colpita anche alla schiena, quando presumibilmente era già senza vita – si parla di almeno 23 coltellate – in seguito è stata caricata dal marito nel bagagliaio della sua auto per poi essere sepolta in una buca profonda più di due metri scavata con un bobcat nel terreno dell’azienda di Carlomagno. L’uomo però ha cercato di sfigurare il corpo della moglie, bruciandole il volto con il fuoco e poi colpendola ripetutamente con un oggetto pesante per renderla irriconoscibile. Poi la buca, nella speranza di cancellare ogni traccia e sviare ogni possibile ritrovamento. Secondo gli investigatori, poi l’uomo avrebbe pensato a fuggire.

I punti di domanda da chiarire riguardano il movente e l’arma: la scorsa settimana doveva tenersi l’udienza per la separazione e l’affidamento del figlio di 10 anni e questo può essere il movente. Secondo una prima ricostruzione della giornata dell’omicidio, la vittima era tornata dal lavoro la sera dell’8 gennaio verso le 19:30, successivamente è stata uccisa: l’uomo, dopo aver compiuto l’efferato delitto, ha inviato anche dei messaggi con il suo telefono, fingendosi la donna.
Le indagini però dovranno chiarire se ci sia stata premeditazione dell’omicidio o il possibile coinvolgimento di altre persone: gli investigatori stanno cercando altri elementi proprio per valutare se il delitto sia stato premeditato: «Bisognerà stabilire se e quando la terra sia stata smossa per capire se l’indagato avesse preparato il terreno, ma servirebbe un agronomo», ha detto il procuratore capo Alberto Liguori. La sparizione di Federica sarebbe avvenuta il 9 gennaio, giorno in cui il nuovo compagno della donna funzionaria delle poste, che vive ad Ascoli, ha provato a chiamarla più volte senza successo, lanciando successivamente l’allarme.
L’arma bianca con cui sono stati dati tre fendenti alla gola della vittima, invece, non è stata ritrovata.
A te l'onere del primo commento..