Simone Margagliotti: «Sonia, credo nel nostro amore e ti riconquisterò»
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È diventato papà da pochi giorni ed è determinato a riconquistare la fiducia di Sonia Barrile, la madre di suo figlio Gabriel, che lo lasciò durante un falò di confronto nell’ultima edizione di Temptation Island per via di un tradimento, per poi scoprire di essere in dolce attesa. Simone Margagliotti ci apre il suo cuore.
Ci sono storie d’amore che finiscono e altre che, anche quando si spezzano, continuano a legare due persone per sempre. Quella tra Simone Margagliotti e Sonia Barrile è una di queste. Il pubblico li ha conosciuti a Temptation Island 2025, dove il loro rapporto, dopo sei anni insieme e una convivenza a Modena, si è sgretolato davanti alle telecamere tra dubbi, incomprensioni e soprattutto un tradimento che ha portato Sonia a lasciare il programma da sola. Eppure, proprio quando sembrava tutto definitivamente chiuso, è arrivato il colpo di scena: la scoperta della gravidanza, annunciata poche settimane dopo la fine delle riprese, che ha riavvicinato i due per l’arrivo di una nuova vita. Oggi quella vita ha un nome, Gabriel, nato il 9 marzo 2026. Simone e Sonia non sono tornati insieme e restano separati, ma entrambi hanno scelto di mettere al centro il loro bambino. Subito dopo il parto, Simone ha definito lei e il bambino “tutto quello che conta”, dedicando parole affettuose alla sua ex compagna. Con lui ripercorriamo un percorso fatto di errori, scelte difficili e nuovi inizi, perché a volte anche dalle storie più tormentate può nascere qualcosa che cambia tutto.
«Mi pento di aver dato il rapporto per scontato»
Simone, col senno di poi rifarebbe Temptation Island?
«Se è servito a capire quello che ho capito, sì. Se penso al dolore che ho causato a Sonia, no. Ho capito di avere al mio fianco una persona eccezionale. L’ho persa per rendermi conto che è l’unica donna che voglio davvero. Forse c’erano altri modi per capirlo, ma in quel momento è successo così».
Ma Simone Margagliotti è davvero l’uomo che il pubblico ha visto in TV o quella era una versione “televisiva” di lei?
«Sono sempre stato me stesso. E lo sarò sempre».
Lei ha deciso di scrivere al programma perché il vostro rapporto era diventato “piatto”: cosa mancava tra voi?
«Mancava vita. Dopo sei anni di relazione e di convivenza è normale: c’era meno adrenalina, energia, entusiasmo. Credo capiti a tante coppie. Io, poi, non sono bravo a cogliere certi dettagli: trascuravo delle cose in lei e lei le trascurava in me. Quando le cose in una coppia non vanno c’è sempre una responsabilità reciproca».
C’è stato un momento preciso, nel villaggio, in cui ha capito che stava perdendo Sonia?
«Sì, e quando l’ho capito ho subito manifestato il desiderio che lei diventasse la madre dei miei figli. E poi è successo davvero, in maniera inaspettata. Il fatto che poi abbiamo scoperto che era davvero incinta… be’, per me è un segno del destino».
Che rapporto avete oggi: siete tornati una coppia, siete ex che si rispettano, o siete in una fase di pausa?
«Io sono presente in tutto. Viviamo praticamente uno sopra e uno sotto. Stiamo cercando di rimediare con piccoli gesti, giorno dopo giorno. Però la fiducia non torna subito: ci vuole tempo a ricostruire. E poi da pochi giorni siamo diventati genitori, la nostra priorità è questa».
Quindi c’è una possibilità concreta di tornare insieme?
«Io penso che lei mi ami. Non credo che il suo amore sia finto. La paura di ricominciare è normale che ci sia, dopo quello che è successo».
Guardandosi indietro, c’è qualcosa di cui oggi si vergogna o rifarebbe tutto?
«Non mi vergogno di nulla. Tutto quello che ho fatto ha avuto un motivo. È inutile dire “lo rifarei” o “non lo rifarei”: non puoi rivivere le cose. Le emozioni sono quelle, e se in quel momento qualcosa accade è perché doveva accadere».
Qual è la cosa più bella che Sonia le ha dato in sei anni? E qual è quella che lei non è riuscito a darle?
«Lei mi ha dato la sua semplicità, che è una cosa che a me manca. Io sono troppo complesso, lei invece è la persona più semplice e più bella del mondo. E questo, paradossalmente, ha giocato a mio discapito: io ho sempre voluto di più, mentre invece devi fermarti e imparare ad apprezzare quello che hai».
Quindi sente di non averla apprezzata abbastanza?
«Sì, è vero che non l’ho apprezzata abbastanza. L’ho data per scontata».
Sonia sui social è molto riservata: questo silenzio le pesa o lo comprende?
«Lei è riservata anche nella vita reale. Non è una persona che parla male degli altri. Ci conosciamo da vent’anni e non l’ho mai sentita dire nulla di male di un’altra persona: ha una calma eccezionale. Se sta reagendo così, va benissimo. L’importante è che lei sia felice».
Ma lei le ha chiesto di tornare insieme?
«No, non siamo bambini che devono chiedersi queste cose. Io sono una persona particolare, ho tante responsabilità. Serve tempo e serve calma. Adesso Sonia deve usare tutte le energie per la maternità, per il post parto, e io sono qui per essere presente. Il resto verrà dopo: la priorità è nostro figlio».
I traumi dell’infanzia e il valore della famiglia
Non pensa che possa essere difficile per suo figlio essere nato in una famiglia in cui mamma e papà non stanno più insieme?
«Sì, perché un figlio ha bisogno di genitori presenti. Ma non basta esserci fisicamente: se due persone sono disfunzionali, il bambino cresce male. Quindi meglio non stare insieme ma vivere in maniera serena».
È diventato papà: questo la spaventa?
«Sì, è normale avere dei timori. Ho paura di ripetere gli stessi errori che ha fatto mio padre: lui non è mai stato presente. È vero che io sto dimostrando il contrario, perché ci sono, ma ho paura perché crescendo mi accorgo che a volte vengono fuori in me dei lati caratteriali che appartengono a mio padre e che non vorrei avere. Però ci sto lavorando tanto».
Quali lati teme di aver ereditato?
«Il fatto di dare più valore agli estranei che alla famiglia. Quando sono con gli amici sono felice, ma quando resto da solo mi viene una tristezza che arriva dai traumi dell’infanzia e dal rapporto con i miei genitori. Ma io credo molto nella meditazione, nella spiritualità: sto lavorando su me stesso».
Non c’è niente che salva del suo rapporto con suo padre?
«Niente».
Non l’ha perdonato?
«Io l’ho perdonato, ci ho messo cinque anni. Ho anche comprato un appartamento per stargli vicino perché è malato, volevo avere dei ricordi con lui, visto che non ne avevo. Ma lui non mi ha mai aiutato, e ancora oggi, nonostante quello che sto vivendo con Sonia, ad esempio, mi dice “sono fatti tuoi”. Abbiamo rapporti formali, niente di più. E mi dà fastidio perché si sono allentati i rapporti anche con mia madre. Lei è una donna di altri tempi: non lo avrebbe mai abbandonato».
Il rapporto con Sonia
Tornando a parlare di Sonia, la nascita di vostro figlio può unirvi o rischia di far esplodere la situazione?
«Può fare entrambe le cose. E a quel punto cosa fai? Vivi. Vai avanti. Inutile pensarci prima… Andando vedendo».
Riuscite davvero a mantenere un equilibrio o è una tregua fragile?
«Ci proviamo. Ci vuole rispetto, ognuno deve fare la sua parte».
Vi siete dati regole per non ferirvi? Ad esempio, su eventuali nuove conoscenze…
«Guardi, le donne sono il mio ultimo pensiero. Non ci siamo dati regole. Quando due persone si amano, non hanno bisogno di regole: arrivano da sole. Io credo che il sentimento ci sia ancora».
Che cosa significa per lei, oggi, la parola “famiglia”?
«Semplicità. Tranquillità nelle piccole cose. Apprezzare i doni che Dio ti dà, come questo figlio, perché è la cosa più bella del mondo. E cercare un equilibrio tra amore, salute e denaro».
Qual è l’errore che non vuole ripetere più?
«Ho capito che il tempo è prezioso e bisogna viverlo di più. Io, nella storia con Sonia, mi sono sempre impegnato. Lei non può dire che le sia mancato qualcosa. Da uomo ho dato tantissimo a livello lavorativo, per costruire qualcosa, e secondo me lei non l’ha mai capito. Lavorare sedici ore al giorno ti rende nervoso, lei avrebbe dovuto sostenermi, ma nell’ultimo anno non lo ha più fatto. E per questo ho tradito: dopo un anno in cui vivevamo questa sorta di crisi ho conosciuto una ragazza che mi faceva stare bene».
Lei però dice anche che Sonia non la cercava più.
«Lei dormiva fino a mezzogiorno, io mi allenavo… che dovevo fare? Poi si lamentava se andavo in palestra. E la sera io non riuscivo a uscire: ero stanco. Siamo esseri umani, siamo anche istinto. Se una persona non ti cerca più… ti fai domande. Il problema ero io?».
Se dovesse mandare un messaggio a Sonia oggi, cosa le direbbe?
«Le direi che mi manca quello che eravamo prima. E che voglio tornare a esserlo, ma in modo migliore».
Tante critiche per le sue idee
Cambiando discorso, in molti la definiscono “complottista”: lei come si definirebbe?
«Non mi definisco complottista. Mi definisco una persona che si fa domande. Secondo me ci nascondono tante cose. Io rispetto le teorie ufficiali, non dico che ho la verità in tasca. Però mi faccio domande: per esempio sulla Luna, sul mondo, su tante cose».
Non crede che l’uomo sia andato sulla Luna, né che la terra sia tonda, perché non crede alle versioni ufficiali?
«Perché c’è manipolazione. Qualcuno ci manipola. E chi ha provato a divulgare un pensiero diverso da quello dominante, spesso è stato messo a tacere. Loro vogliono governare “pecore” dentro un recinto».
Avendo visibilità, si sente responsabile di ciò che diffonde?
«No. Io credo nella libertà di pensiero. Ho diritto di dire quello che penso. Il sistema è corrotto e crea un pensiero unico. Io sono contento di dire la mia: ci vuole coraggio».
Le critiche la feriscono?
«No. Chi critica spesso non ha tempo per migliorare la propria vita e preferisce commentare quella degli altri. Io non rispondo ai commenti, se c’è un confronto vero è diverso, ma insultare non serve».

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