Il benessere comincia dai piedi con la riflessologia plantare
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Articolo realizzato con la consulenza di Daniela Roccatello, riflessologa, insegnante e fondatrice di RIPRA
Cos’è la riflessologia plantare? Quali benefici apporta? Sempre più spesso i riflettori vengono puntati su questa disciplina: per saperne di più ci siamo rivolti all’operatrice Daniela Roccatello.
«È bene chiarire che noi facciamo riflessologia del piede, non plantare. Viene infatti massaggiato l’intero piede: non solo la pianta, anche il dorso e i lati», ha detto l’esperta che definisce la riflessologia del piede un’arte terapeutica capace di dare grande sostegno per alcune sofferenze del corpo.
«In particolare, è molto efficace per le sofferenze dell’apparato uro-genitale, quando ad esempio si hanno difficoltà al concepimento, oppure per problemi di digestione e/o intestinali. La riflessologia è utile anche quando, ad esempio, le sofferenze riscontrate sono dovute a blocchi emozionali: lavorando su punti e aree riflesse specifiche possiamo aiutare a riequilibrare alcune situazioni, ad esempio ansia, paura e attacchi di panico».
Tutto il corpo riflette il nostro corpo, ecco perché esistono anche la riflessologia delle mani, l’auricoloterapia, l’iridologia, eccetera. Ma allora perché scegliere proprio la riflessologia del piede?

«Poiché sui piedi appoggiamo tutto il nostro peso, quando nel corpo c’è qualcosa che non va bene, quella sofferenza viene registrata sui piedi per compensare tale disagio. In che modo? Riscontreremo solchi, calli, callosità, postura scorretta. Attraverso la lettura morfologica dei piedi, possiamo renderci conto di cosa succede nel resto del corpo, ecco perché, andando a lavorare su specifici punti e aree riflesse dei piedi, possiamo ottenere benefici mirati».
La riflessologia è una pratica adatta a tutte le età. Un trattamento dura circa cinquanta minuti. Ma quante sedute sono necessarie per un beneficio ottimale? Sostiene Roccatello: «La prima seduta è dedicata alla lettura dei piedi e si inizia il trattamento. Se i piedi sono particolarmente chiusi e duri, prima occorre ammorbidirli e, quindi, si necessita di qualche seduta in più. Il cambiamento, però, è radicale: cambiando i piedi, cambia anche l’atteggiamento del paziente».
Attenzione, però, perché spesso in molti centri estetici vengono effettuati trattamenti di riflessologia del piede. In realtà la valutazione riflessologica, per quanto possa essere uno strumento utile nell’ambito della bellezza, non ha assolutamente efficacia in una beauty routine, se non per i suoi effetti “collaterali”. «È chiaro – dice la fondatrice di Ripra – che se una persona sta meglio è anche più bella. Se una persona è contratta, avrà un aspetto pallido. Aiutandola a risolvere la sua problematica, avrà un aspetto più salutare. Ma siamo sempre nell’ambito del benessere, di certo non aiuta a far sparire le rughe», sottolinea.

Strettamente connesso alla riflessologia del piede è il Pranayama, ovvero una parte dello yoga dedicata a una serie di esercizi di respirazione. «Nell’ambito della riflessologia del piede – spiega Daniela Roccatello – ne utilizziamo otto: otto esercizi di respirazione profonda di cui quattro per quietare e rilassare e quattro per tonificare e dare forza. Si tratta di uno scudo naturale a un mondo tanto aggressivo: bastano pochi respiri e ci si quieta. È inoltre un grande aiuto per chi ha mal di schiena o soffre di pancia gonfia». Quali sono le posizioni adatte per la pratica del Pranayama? «Ne basta una sola: tutti gli esercizi si fanno seduti su una sedia con una postura corretta. Imparare a respirare – conclude l’esperta - consente di trattenere l’ossigeno più a lungo nel corpo, con un netto beneficio sull’organismo, anche a livello cerebrale, prevenendo, ad esempio, l’inizio di perdita di memoria. E in questo senso c’è un mantenimento della giovinezza!». E in fondo lo sappiamo tutti che bellezza fa rima con salute.
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