Lampedusa, morti 19 migranti per ipotermia. 57 i superstiti
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Sono 19 i migranti morti al largo di Lampedusa nell’ultima strage sulla tratta del Mediterraneo. rinvenuti dai soccorsi. L’allarme è scattato ieri, attorno alle tre del mattino, quando una motovedetta della Guardia costiera ha intercettato un barcone a circa 85 miglia da Lampedusa, in area Sar libica. Sull’imbarcazione sono stati trovati diversi cadaveri già senza vita, forse per il freddo o per le esalazioni dei fumi dovuti alla combustione del carburante. Il recupero dei superstiti non è stato facile: alla fine si contano 19 morti e 57 superstiti, molti dei quali in gravi condizioni, tra cui due bambini. Non è l’unica tragedia del mare avvenuta in questi giorni di vento e pioggia: altri diciannove morti si contano in un naufragio avvenuto nell’Egeo.
A pochi mesi dalla visita del Papa, prevista per luglio, la questione migranti ritorna imperante con l’ultima tragedia. Della vicenda si è interessato anche il sindaco di Lampedusa e Linosa, Filippo Mannino, che dopo aver visitato il molo ha raggiunto il presidio sanitario. “Scene di pietà — ha dichiarato — Spero che un giorno tutto questo finirà, un conto è vedere questo strazio e un altro è raccontarlo. Il mare è in tempesta, si pensi che il traghetto di linea non è dato in partenza nei prossimi giorni”.
Le operazioni di recupero sono state avviate nella notte ma sono state rese difficili dalle condizioni proibitive del mare. Il bilancio si è aggravato durante il trasferimento: alcuni migranti, tra cui diverse donne, sono deceduti nel corso del viaggio, conclusosi solo alle 13 con l’arrivo al molo Favarolo. Secondo le prime ricostruzioni date dai testimoni, le vittime sarebbero decedute per ipotermia, in un momento in cui le temperature sono precipitate vertiginosamente nonostante l’avvento della primavera. Il gruppo, però, sarebbe partito dalla Libia due giorni fa, approfittando inizialmente di condizioni meteo favorevoli, senza tener conto di un peggioramento repentino avvenuto negli ultimi giorni, condizionati da pioggia e vento.

All’arrivo sul posto, i militari della Guardia costiera hanno assistito i superstiti, affidando le persone con problemi di salute ai sanitari in attesa al porto. Sulla motovedetta anche i corpi delle 19 persone senza vita: le salme verranno trasferite alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana. I sopravvissuti, sono stati sottoposti a un primo controllo medico direttamente in banchina, e sono stati trasferiti verso l’hotspot di contrada Imbriacola, che al momento dello sbarco ospitava soltanto undici persone. Sette migranti sono stati ricoverati al Poliambulatorio: tra loro quattro uomini e una donna, tutti tra i 25 e i 30 anni, oltre a due bambini, uno dei quali di circa un anno. I piccoli, non sarebbero in pericolo di vita. Gli altri sopravvissuti ricoverati sono stati colpiti da ipotermia e da intossicazione causata dai fumi di idrocarburi respirati durante la traversata. I medici hanno già somministrato le terapie necessarie e stanno lavorando per stabilizzare la temperatura corporea dei pazienti.
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