Attentato Ranucci: indagato Valter Lavitola, sarebbe lui il mandante
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Sarebbe Valter Lavitola il mandante dell’attentato al giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci, avvenuto a Pomezia (Roma) nell’ottobre del 2025. Si tratta di un imprenditore ed ex giornalista-editore già coinvolto in passato in altre vicende giudiziarie. Per la Procura di Roma, che lo ha indagato, sarebbe lui il mandante dell’azione, per la quale nei giorni scorsi erano già stati arrestati i quattro presunti autori materiali. Su mandato dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia, i Carabinieri hanno eseguito ieri, lunedì 6 luglio, una perquisizione domiciliare nei confronti dell’uomo procedendo al sequestro del suo telefono cellulare e del personal computer. A Lavitola e ai quattro arrestati viene contestato, in concorso, il reato di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, con l’aggravante del metodo mafioso.

Il fatto è accaduto la sera del 16 ottobre 2025: due vetture appartenenti a Sigfrido Ranucci e alla figlia, parcheggiate davanti alla loro abitazione a Campo Ascolano (frazione di Pomezia), sono state distrutte dall’esplosione di un ordigno. I rilievi tecnico-scientifici dei Carabinieri hanno stabilito che la bomba era stata confezionata con gelatina da cava. Secondo gli inquirenti, si tratta di un “materiale obsoleto ma dalla straordinaria capacità distruttiva, indicativo di una rete illecita di approvvigionamento di materiale esplodente”. Subito dopo l’arresto dei quattro presunti esecutori materiali, considerati dagli investigatori solo il braccio operativo, Ranucci è stato ascoltato come testimone in Procura. Al termine dell’audizione, il giornalista ha dichiarato: «Al momento gli inquirenti non escludono alcuna pista, stanno lavorando a 360 gradi. Mi hanno prima di tutto chiesto se conoscevo gli arrestati di martedì e abbiamo ripercorso alcune vecchie inchieste di Report che hanno riguardato l’area geografica in cui vivevano i componenti della banda».

Valter Lavitola, 60 anni, è un imprenditore salernitano ed ex editore e direttore del quotidiano L’Avanti! tra il 1996 e il 2011. Il suo passato giudiziario registra una condanna definitiva per tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi e altre condanne per l’indebita percezione di fondi statali per l’editoria. Sotto la sua direzione, il giornale pubblicò il documento sulla casa di Montecarlo relativo a Gianfranco Fini. Lavitola fu inoltre coinvolto nell’inchiesta sulla presunta compravendita di senatori del 2006, conclusasi con la prescrizione dei reati. La Procura è attualmente al lavoro per accertare il movente che avrebbe spinto l’imprenditore a ordinare l’attentato. Agli atti dell’inchiesta figura anche un precedente contatto tra i due: nel 2023, il quotidiano Il Riformista aveva pubblicato una fotografia che ritraeva Ranucci e Lavitola insieme all’interno di un ristorante romano di proprietà di quest’ultimo. «Sono sconvolto, con Lavitola siamo amici. Non ci posso credere», ha detto Ranucci dopo che gli è stato comunicato l’esito dell’indagine.
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