
L’addio al cognome del padre: la ribellione dei figli dei VIP da Hollywood all’Italia
Da Suri Cruise ai figli di Brad Pitt, cresce il fenomeno dei figli d’arte che rinunciano al cognome paterno. Ecco i casi più famosi e cosa accade in Italia.
I legami di sangue non bastano più a garantire la trasmissione del nome di famiglia, specialmente sulle colline di Hollywood. Negli ultimi mesi, la cronaca internazionale ha registrato una vera e propria ondata di “rinunce illustri“. Il caso più recente è quello di Suri Cruise: compiuti i 18 anni, la figlia di Tom Cruise e Katie Holmes ha depositato i documenti legali per registrare il suo voto in Pennsylvania, scegliendo ufficialmente il nome di Suri Noelle, adottando così il secondo nome della madre ed eliminando ogni traccia del padre, con cui non ha rapporti da oltre dieci anni.
Una scelta drastica che ricalca quanto sta accadendo nella famiglia di Brad Pitt e Angelina Jolie. Al compimento della maggiore età, la figlia Shiloh ha presentato un’istanza formale in tribunale per rimuovere “Pitt” dai suoi documenti. Prima di lei, la sorella Vivienne si era firmata semplicemente come Vivienne Jolie in un importante progetto teatrale, seguita a ruota dai fratelli maggiori Zahara e Maddox, uniti nella volontà di cancellare anche legalmente l’eredità paterna a seguito dei lunghi e traumatici strascichi giudiziari della separazione dei genitori.

Se oggi l’addio al cognome paterno fa scalpore, la storia recente delle celebrità è ricca di precedenti nati da liti, dissapori o dal desiderio di una totale autodeterminazione. La stessa Angelina Jolie, ironia della sorte, ottenne nel 2002 l’autorizzazione legale a rimuovere il cognome del padre, l’attore Jon Voight, a causa di un rapporto tormentato e di pesanti dichiarazioni pubbliche rilasciate dall’uomo.
Ancora più netta è stata la frattura in casa Musk: nel 2022, la figlia del patron di Tesla ha avviato le pratiche per il cambio di genere e, contemporaneamente, ha assunto il nome di Vivian Jenna Wilson. Nei documenti presentati al tribunale di Los Angeles, la ragazza ha motivato la scelta dichiarando testualmente di non voler più vivere né essere legata al padre biologico in alcun modo o forma. C’è poi chi, come Malia Obama (diventata Malia Ann nei crediti cinematografici), si priva del cognome paterno non per rancore, ma per una forma di protezione: il tentativo di farsi strada nel mondo del cinema senza l’ombra ingombrante del successo paterno.
Spostando lo sguardo sull’Italia, le dinamiche di allontanamento tra genitori e figli famosi esistono, ma raramente sfociano in un cambio di generalità all’anagrafe, preferendo la via del distacco mediatico o artistico. Un esempio storico è quello di Rosalinda Celentano, figlia del “Molleggiato” Adriano e di Claudia Mori; l’artista ha vissuto per anni una complessa e dolorosa ricerca di indipendenza dalla propria ingombrante dinastia, affrontando pubblicamente il peso di un rapporto teso e distante con i genitori prima di ritrovare un equilibrio in età adulta.
Un altro caso emblematico è quello di Francesco Facchinetti e del padre Roby, storico tastierista dei Pooh. All’inizio della sua carriera musicale nei primi anni 2000, Francesco scelse lo pseudonimo di “DJ Francesco” proprio per non sfruttare il cognome paterno e dimostrare il proprio valore da indipendente, affrontando al contempo un periodo di forte distanza comunicativa dal padre prima di una solida riconciliazione. Anche nel mondo dello sport e della TV italiana si registrano spesso freddezze e silenzi che durano anni, dove i figli scelgono di non citare o frequentare il genitore famoso, pur mantenendone il cognome per abitudine o per le complessità burocratiche del nostro Paese.

Il motivo per cui in Italia non assistiamo a una cancellazione di massa del cognome paterno risiede nella rigidità del nostro ordinamento. A differenza del sistema giudiziario americano, dove un maggiorenne può cambiare nome con relativa facilità, la legge italiana tutela fortemente il cognome d’origine e lo considera un elemento di interesse pubblico e di stabilità anagrafica.
In Italia non è possibile cambiare o eliminare il cognome semplicemente a causa di una lite o di un cattivo rapporto. La richiesta va presentata al Prefetto della propria provincia di residenza e deve essere supportata da motivazioni oggettive ed eccezionali. I cambi vengono concessi quasi esclusivamente se il cognome è ridicolo, vergognoso, o se sussistono situazioni di gravissimo e certificato disagio psicologico (come padri condannati per reati gravi contro i membri della famiglia).
Tuttavia, dal 2022 lo scenario italiano sta cambiando radicalmente grazie alla storica sentenza della Corte Costituzionale. Oggi non esiste più l’automatismo del cognome paterno: i genitori possono scegliere di comune accordo di dare ai figli il solo cognome materno o il doppio cognome. Una svolta culturale che molte celebrità italiane hanno abbracciato con orgoglio, proprio come ha fatto Chiara Ferragni con i suoi figli Leone e Vittoria, non per cancellare il padre, ma per dare finalmente lo stesso identico peso legale alla storia della madre. Un altro esempio eclatante in questo senso è quello di Bebe Vio che ha aggiunto al proprio cognome paterno (Vio) anche quello della madre (Teresa Grandis), diventando ufficialmente Bebe Vio Grandis.





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