
Uno dei più celebri cantautori italiani sta per rendere il più grande omaggio a se stesso. Francesco De Gregori, in occasione dei 50 anni dall’uscita dal suo album di maggior successo, Rimmel, intraprenderà una tournée in tutta Italia a partire dall’autunno 2025, prima nei teatri, a seguire nei palasport di Roma e Milano e, a chiudere, nell’atmosfera intima e raccolta di selezionati club. Il suo pubblico avrà la possibilità di ripercorrere il grande repertorio cantautorale di colui che è stato definito il “principe” della canzone italiana.

Nato a Roma il 4 aprile 1951, De Gregori è stato capace di cantare l’Italia come pochi altri, dando voce agli ultimi: sognatori, perdenti, disillusi. Inizia a suonare la chitarra giovanissimo, la porta anche a scuola dove intrattiene i compagni durante le pause di ricreazione nel suo liceo romano, il Virgilio. Il fratello lo convince a esibirsi in un locale, il Folkstudio, dove conosce altri musicisti tra cui Caterina Bueno, Antonello Venditti e Mimmo Locasciulli. C’è anche lui tra quei “quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla” citati da Venditti in Notte prima degli esami.

Nel primo De Gregori c’è molta America, soprattutto Bob Dylan e Simon & Garfunkel. Il primo suo pezzo presentato a un discografico è una versione italiana di un brano di Leonard Cohen. Alice non lo sa è il primo album da solista dopo tante collaborazioni con altri autori; è del 1973, lo stesso anno in cui conoscerà uno dei suoi più grandi amici, Lucio Dalla. Rimmel è di appena due anni dopo, il suo album di maggiore successo che contiene altri brani immortali come Pablo (scritta insieme a Dalla), Quattro cani e Pezzi di vetro.
Le canzoni di De Gregori non sono mai state “alla moda”, diciamoci la verità, ma lui ha saputo creare una sonorità, un linguaggio e un personaggio ineguagliabili. Rimmel è un enigma cantato: quella ragazza con la pelliccia sul collo che sembra far parte del suo passato può essere qualsiasi donna del mondo. Cantando “Nino non aver paura di sbagliare il calcio di rigore” ne La leva calcistica della classe ’68, ha insegnato a più generazioni che nella vita si può anche sbagliare, e che anzi si deve farlo per poter crescere. Un mantra che andrebbe studiato nelle scuole, piene zeppe di studenti in preda all’ansia da prestazione.

Oggi, a settant’anni suonati, De Gregori continua a stupire per la sua capacità di restare fedele a se stesso. I concerti, ridotti all’essenziale, sono viaggi attraverso una memoria collettiva che sa di malinconia e speranza. Non c’è spazio per effetti speciali, basta la sua voce. Quella voce, che si incrina giusto un po’ sui pezzi più vecchi, ma che continua a raccontarci storie come se avessimo ancora vent’anni e il mondo fosse un posto tutto da scrivere.
Francesco è un grande uomo semplice, vestito di un cappello e una chitarra, che ha fatto della sua fragilità un’armatura e del suo cappello non un vezzo ma uno scudo contro l’invadenza e il rumore del mondo. Non per dirci dove andare, ma per ricordarci chi siamo.

Queste le tappe del tour
Teatri 2025
31 ottobre all’Europauditorium di Bologna
1 novembre al Teatro Verdi di Montecatini (Pistoia)
5 novembre all’Auditorium del Lingotto di Torino
8 novembre al Teatro Regio di Parma
11 novembre al Teatro Clerici di Brescia
13 novembre al Gran Teatro Geox di Padova
14 novembre al Nuovo Teatro Giovanni da Udine di Udine
18 novembre al Teatro Augusteo di Napoli
19 novembre al Teatro Team di Bari
21 novembre al Teatro Metropolitan di Catania
24 novembre al Teatro Verdi di Firenze
Palasport 2025
6 dicembre all’Unipol Forum di Assago, Milano
10 dicembre al Palazzo dello Sport di Roma
Club 2026
23 gennaio al Vox Club di Nonantola (Modena)
24 gennaio all’Estragon di Bologna
27 gennaio al Mamamia di Senigallia (Ancona)
28 gennaio al The Cage di Livorno
30 gennaio al Teatro Cartiere Carrara di Firenze
31 gennaio all’Atlantico di Roma
2 febbraio al Land di Catania
4 febbraio all’Eremo Club di Molfetta (Bari)
5 febbraio alla Casa della Musica di Napoli
7 febbraio al Dis_Play di Brescia
8 febbraio al Palmariva Live Club di Portogruaro (Venezia)
10 febbraio all’Hall di Padova
13 febbraio alla Concordia di Venaria Reale (Torino)
14 febbraio al Fabrique di Milano
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