Alla vigilia del referendum scoppia il caso Delmastro
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Alla vigilia del referendum scoppia il caso del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, Fratelli d’Italia, ritratto in una foto scoperta dal giornale “Il Fatto Quotidiano” mentre abbraccia un mafioso. La foto ritrae Delmastro insieme con Mauro Caroccia all’interno del ristorante gestito da quest’ultimo: Il braccio sinistro intorno alla vita di Caroccia e sul petto di Delmastro lo stemma e il nome del locale. La foto risale al 2023, quando il ristoratore non era stato ancora condannato per associazione mafiosa, ma i rapporti tra i due andavano oltre la semplice conoscenza. «La mia storia antimafia è chiara ed evidente – ha spiegato il sottosegretario -. Il mio “livello 2” di scorta non nasce per altri motivi. Dopodiché, una società con una ragazza non imputata, non indagata, che poi si scopre essere la figlia di… Sono uscito dalla società appena l’ho saputo».
Il sottosegretario alla Giustizia, insieme con altri quattro colleghi di Fratelli d’Italia, infatti sarebbe socio della figlia di Caroccia, Miriam. Da oltre un anno il gruoppo era all’interno della società di ristorazione Cinque Forchette con sede a Biella (sua città natale) per la gestione di locali nella periferia di Roma. Miriam, appena 18enne al momento della società, era l’amministratore unico. Suo padre oggi è detenuto perché è stato ritenuto il prestanome del clan camorristico di Michele Senese, detto ‘O Pazzo, il più spietato di Roma.
Delmastro finora ha sostenuto di non aver avuto contezza del fatto che Miriam Caroccia fosse la figlia di Mauro, ma la vicenda fa infiammare il dibattito politico a pochi giorni dal voto per il referendum.
Nella gestione dei ristoranti di Miriam Caroccia c’erano, con Delmastro, anche Cristiano Franceschini, segretario provinciale di FdI di Biella e assessore in Comune, Davide Eugenio Zappalà, consigliere regionale di FdI alla Regione Piemonte, Elena Chiorino, assessore e vicepresidente regionale. Questo affare però non compare nei dati dell’Antitrust: come rimarcato ancora dalle opposizioni, rifacendosi alla legge sul conflitto di interessi che impone a ogni membro del governo di comunicare entro venti giorni ogni variazione patrimoniale, la società G&G costituita da Delmastro non compare nell’ultima relazione semestrale dell’Antitrust.
Insorgono le opposizioni con Elly Schlein che chiede alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di spiegare l’accaduto. «Questa vicenda, se confermata, sarebbe gravissima e pone domande inquietanti a cui la Premier e il ministro Nordio devono dare immediata risposta», dice Debora Serracchiani, responsabile giustizia nella segreteria nazionale del Pd, ricordando anche la condanna in primo grado di Delmastro a otto mesi per rivelazione di segreto d’ufficio nella vicenda Cospito. Stessa strada viene perseguita da Movimento 5 Stelle e Avs.
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