Sanremo 76: domani si inizia, tra omaggi e polemiche
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Ci siamo. Domani si alza il sipario sulla 76ª edizione del Festival di Sanremo e l’atmosfera, nella città dei fiori, è quella delle grandi occasioni. Il Teatro Ariston è pronto ad accogliere artisti, addetti ai lavori e pubblico, mentre l’Italia si prepara a vivere cinque serate che, come ogni anno, andranno ben oltre la musica. Sanremo è spettacolo, certo, ma è anche termometro culturale e sociale del Paese, capace di accendere entusiasmi e polemiche con la stessa intensità.
Come da tradizione, alla vigilia del debutto, i padroni di casa hanno incontrato la stampa per la conferenza di presentazione. Al centro della scena Carlo Conti, direttore artistico e conduttore, e Laura Pausini, co-conduttrice per tutte e cinque le serate. Una conferenza che ha alternato emozione e rivendicazione di autonomia, memoria e attualità, con un’attenzione particolare alle polemiche degli ultimi giorni.
Conti ha scelto immediatamente un tono emotivo e ha voluto aprire con un pensiero che segna profondamente questa edizione, dedicata a Pippo Baudo. «Questo Festival è per Pippo», ha dichiarato. «L’ho detto l’anno scorso, il mio Festival è baudiano: pensate la mia emozione, tocca a me fare il primo Festival senza di lui. Per questo è doveroso dedicarglielo, ho voluto intitolargli anche il camerino».
Il conduttore ha ribadito il debito umano e professionale nei confronti del grande presentatore: «Pippo è un maestro, un faro». E ha ricordato uno dei momenti più significativi del suo percorso recente: lui e l’intero cast della manifestazione canora sono stati accolti al Quirinale per la prima volta nella storia del programma. «La più grande soddisfazione è stato l’incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il momento forse più importante della mia carriera. E il presidente ha detto parole importantissime, certificando che la musica leggera, la musica pop, Sanremo, anche questa è cultura».

Anche Laura Pausini ha voluto rivolgere un pensiero a Baudo, che per lei è stato in qualche modo un papà putativo che l’ha battezzata in TV. Per lei quella di quest’anno, infatti, non è una semplice partecipazione, ma un ritorno simbolico sul palco che le ha cambiato la vita. «La prima volta che sono venuta a Sanremo avevo 18 anni, era nel ’93», ha ricordato. «Quando mi è stato chiesto di farlo, è stato emozionante. Solo tu mi hai convinto ad accettare di condurre il Festival», ha detto poi rivolgendosi a Conti, «tu e la tua calma, la serenità che mi trasmetti».
La cantante, poi, ha raccontato di aver cercato un ultimo incoraggiamento proprio in Baudo: «“Sono un po’ indecisa, spero di essere pronta” gli ho detto. E lui: “Stai ancora aspettando? Sei pronta da tempo”». E ha aggiunto: «Ora sono in mezzo a queste due persone, Pippo lo sento qui, non mi sento impaurita come in passato perché è come se ci fosse».
Pausini ha quindi spiegato il percorso che l’ha portata ad accettare: «Mi sono preparata. La prima volta che mi hanno chiesto di condurlo è stata quindici anni fa. Ho anche conosciuto tanti modi di presentare… È piacevole perché davanti a me ho gli italiani. Spero tantissimo che dal Festival di quest’anno emerga una donna».

Ma, si sa, non c’è Sanremo senza polemiche. Tanto che Fiorello, intervenuto in videochiamata, gliene ha agurate tante. Detto fatto! Tra i temi più discussi, la rinuncia di Andrea Pucci, scelto come co-conduttore di una serata, dopo le polemiche social che lo ritenevano omofobo e “di destra” e l’accusa al conduttore di far parte di “TeleMeloni”. Conti ha risposto in modo diretto: «Fantascienza pura. La mia storia parla per me. Ho lavorato con un governo e con un altro, in passato mi hanno dato del renziano, oggi meloniano, domani sarò cinquestelliano: per fortuna in questi 40 anni sono stato un uomo libero e ci tengo a essere indipendente nel mio lavoro».
E ancora: «Preferisco che si dica che non so fare il mio mestiere piuttosto che sentire che mi hanno tirato per la giacca». Una presa di posizione netta, a difesa dell’autonomia artistica e professionale del Festival.
Non meno delicato il passaggio sulla possibile presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’Ariston. Anche qui, Conti ha scelto la via della chiarezza: «Non credo che debba venire al Festival, poi è una cittadina libera, se compra il biglietto può venire come tutti». E ha aggiunto: «Non decido io chi deve o non deve venire all’Ariston».
Parole che puntano a riportare il Festival sul suo terreno naturale, quello dello spettacolo e della musica, senza sovrapposizioni politiche.
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