Iran, migliaia di morti tra gli oppositori al regime. Atteso l’intervento di Trump
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Sono migliaia i morti in Iran dove da due settimane è scoppiata la rivolta contro il regime degli ayatollah. Il pugno duro del regime ha provocato almeno 3mila morti, secondo le fonti ufficiali del governo, numeri che però non combaciano con quelli forniti dall’opposizione che invece parla di 12 mila morti, tra cui anche molti giovani.
Le proteste, iniziate a causa della crisi economica nel Paese, si sono trasformate in una delle più grandi rivolte della storia dell’Iran, che mira alla caduta del regime e a una successione del capo supremo Ali Khamenei. La repressione in atto viene denunciata dalle Ong presenti sul territorio che denunciano anche delle violazioni: le autorità iraniane hanno infatti fatto spegnere la rete internet, con l’obiettivo di non far arrivare all’esterno notizie su quello che accade. Se non arrivano immagini delle repressioni, arrivano quelle diffuse dalla tv di Stato, Irib, che mostra le manifestazioni indette dal governo a sostegno della Repubblica islamica.

Sulla vicenda adesso si attende un passo annunciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale ha lanciato un messaggio ai rivoltosi: «Continuate a protestare, prendete il controllo delle istituzioni – ha detto il tycoon – Tenete traccia dei nomi degli assassini e di chi commette abusi. Ho cancellato tutti gli incontri con ufficiali iraniani fino a quando le uccisioni insensate dei manifestanti non cesseranno. Gli aiuti stanno arrivando».
Il Presidente statunitense ha così annunciato il suo intervento in soccorso dei manifestanti uccisi dal regime, paventando un possibile cambio di regime. Per questo motivo il suo inviato Steve Witkoff ha incontrato segretamente nel fine settimana l’ex principe ereditario iraniano in esilio Reza Pahlavi.
Dall’altro lato, la Russia e la Cina non vedono favorevolmente l’intervento di Trump e minacciano conseguenze: «Chi intende usare i disordini in Iran come pretesto deve essere consapevole delle conseguenze disastrose di tali azioni per la situazione in Medio Oriente e per la sicurezza internazionale globale», ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. Intanto i disordini hanno fatto salire la tensione: sono migliaia le persone arrestate durante le manifestazioni iniziate alla fine di dicembre. Le manifestazioni di solidarietà agli oppositori del regime sono iniziate anche negli altri Stati, dove la gente è scesa in piazza per dimostrare vicinanza a coloro che sono scesi in piazza in Iran.
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