Laura Pausini torna a “Sanremo” e sogna un futuro oltre la musica?
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Sanremo non è solo un luogo, nè un programma tv, per Laura Pausini: è un punto di origine e di ritorno, un cerchio che si chiude. Nel 1993 una ragazza romagnola saliva per la prima volta sul palco dell’Ariston con La solitudine. Nel 2026 quella stessa ragazza, diventata una delle artiste italiane più celebri al mondo, tornerà nello stesso teatro da co-conduttrice della 76ª edizione del Festival accanto a Carlo Conti. «Sanremo è il mio destino. Il mio sorriso. La mia tentazione. La mia paura», ha scritto la cantante nel suo annuncio ufficiale. «La Laura del 1993 che cantava per la prima volta al Teatro Ariston non avrebbe mai immaginato che nel 2026 avrebbe scritto queste parole».

Il post con cui Pausini ha ufficializzato il suo ritorno ha il tono di una confessione privata condivisa con milioni di persone. «Oggi i miei occhi sono quelli di una piccola bambina nel corpo grande di una donna consapevole», ha spiegato, raccontando la miscela di orgoglio e timore che accompagna questo nuovo ruolo. Centrale anche il ringraziamento a Carlo Conti, che l’ha voluta al suo fianco: «La stima che provo per te da sempre è diventata anche fiducia e sei riuscito a sbloccare la mia paura nell’immaginarmi conduttrice». Sanremo, per Pausini, non è una semplice parentesi televisiva ma un passaggio identitario, un ritorno al luogo dove tutto è cominciato.
La scelta di affidarle tutte e cinque le serate di Sanremo 2026 è sicuramente un atto di riconoscimento artistico, ma anche un investimento narrativo. Pausini porta sul palco dell’Ariston una storia che si intreccia con quella del Festival stesso, un filo che va, come dicevamo, dal debutto emozionato di una giovane sconosciuta alla consapevolezza di una star internazionale pronta a guidare lo spettacolo più importante della tv italiana. «Mi sono tanto preparata per il prossimo febbraio perché riconosco l’importanza e il prestigio di ciò che vivrò insieme a tutti gli italiani», ha scritto ancora la cantante. Che, ovviamente, non si limiterà a condurre ma porterà in scena anche i suoi più grandi successi.
Per quanto la notizia di vederla con Carlo Conti alla guida del Festival abbia il sapore dell’evento, Laura Pausini non arriva in realtà del tutto impreparata alla conduzione. Nel 2016 aveva già dimostrato una naturalezza sorprendente al timone di Laura & Paola, il varietà di Rai 1 condotto insieme a Paola Cortellesi, dove musica, sketch e racconto personale si mescolavano in un formato moderno e leggero. Quell’esperienza aveva rivelato una Pausini capace di reggere il ritmo del prime time e di dialogare con il pubblico anche senza una canzone da cantare, anticipando in qualche modo la svolta di oggi. Nel 2022, inoltre, era stata co-conduttrice dell’Eurovision Song Contest con Mika e Alessandro Cattelan. Anche all’estero si è già data da fare nelle vesti di presentatrice: ha, infatti, co-condotto il premio musicale latino Premio Lo Nuestro nel 2018 e nuovamente nel 2025.
Insomma, Laura regge bene il palcoscenico, anche quando si tratta di fare da mattatrice e padrona di casa e, se è vero che la manifestazione canora più importante d’Italia le darà nuovo prestigio, chissà che, dopo Sanremo, non decida di ripetere ancora l’esperienza sul piccolo schermo. Negli ultimi tempi, infatti, l’artista romagnola ha iniziato a costruire una presenza pubblica che va oltre il palcoscenico e lo studio di registrazione. A Solarolo ha aperto un museo dedicato alla sua carriera, uno spazio intimo e narrativo che raccoglie abiti di scena, premi, fotografie e memorie, trasformando la sua storia personale in un patrimonio condiviso. Parallelamente ha rafforzato il suo rapporto con la pubblicità, diventando volto di grandi marchi come Scavolini, dove la sua immagine è stata riletta in chiave contemporanea, tra design, casa e quotidianità. Musica, televisione, cultura e comunicazione oggi convivono in un unico profilo sempre più trasversale.
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