Caldo torrido, dopo i morti arrivano i provvedimenti per i lavoratori
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Il caldo arrivato in Europa e in Italia non dà tregua e le regioni si organizzano per evitare altre morti, come accaduto nei giorni scorsi. Gli occhi sono puntati sul lavoro, soprattutto sui lavori usuranti all’area aperta come quelli nei cantieri: dopo le morti avvenute in questi giorni in Emilia e in Lombardia, per salvaguardare operai e imprenditori edili si studiano misure per ridurre le ore. La prima decisione presa è quella della Regione Lombardia, dove il governatore leghista Attilio Fontana ha emesso un’ordinanza che sarà in vigore da giovedì 3 luglio fino al 15 settembre: stop ai lavori nelle strade e nei cantieri, ma si fermano anche quelli che vedono persone impiegate nei vivai, nell’agricoltura e nelle cave, dalle 12.30 alle 16 nei giorni da bollino rosso. Altre regioni dall’Abruzzo alla Sardegna, dal Lazio alla Sicilia, hanno preso provvedimenti simili per i prossimi giorni, rifacendosi al monitoraggio quotidiano che viene pubblicato sul sito worklimate di Inail e Cnr: se il bollino è rosso e indica rischio alto per la salute, nelle ore più calde le attività devono essere sospese.

L’obiettivo è evitare che nei giorni di afa i lavoratori siano costretti a fare lavori fisicamente gravosi sotto il sole, con temperature che in molte regioni superano i 40 gradi: “La nostra priorità è la tutela della salute dei lavoratori, soprattutto in momenti come questi in cui il caldo diventa particolarmente insopportabile – ha detto il governatore della Lombardia Lucio Fontana – L’ordinanza rappresenta un passo importante per garantire che le attività produttive si svolgano nel rispetto delle condizioni di sicurezza e salute”. In Piemonte la misura si estende anche ai rider in giro per strada nelle ore più calde: “Un anno fa siamo stati la prima Regione in Italia ad adottare un’ordinanza per regolare le attività in caso di esposizione al sole e ad alte temperature e oggi siamo i primi ad allargare l’ambito di applicazione a chi svolge consegne in città in bici o in scooter – ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – È evidente che si tratta di un lavoro che per sua natura è svolto principalmente nell’orario dei pasti, e per il pranzo quindi in ore molto calde, ed è per questa ragione che all’ordinanza sono affiancate le indicazioni operative, predisposte dall’Ufficio prevenzione della Regione Piemonte, per svolgere il lavoro in sicurezza, adottando misure di riduzione del rischio”. L’emergenza caldo ha già provocato morti, dovuti a malori, dopo sei giorni da bollino rosso (oggi diciotto città) e diversi problemi legati ai blackout e ai pronto soccorso presi d’assalto: in questi giorni gli ospedali hanno registrato il 20% di ingressi in più rispetto agli altri giorni.
«I cittadini seguano con attenzione le indicazioni di prevenzione per il caldo, consultino i bollettini meteo e si prendano cura delle persone più esposte, come anziani, bambini piccoli, persone con malattie croniche e lavoratori esposti al sole», è il messaggio del ministero della Salute.
I blackout hanno invece colpito Bergamo e molti comuni del Milanese, ma anche Firenze: saltati così ascensori, condizionatori, ma anche disagi per hotel, negozi e ristoranti. Le temperature roventi, in gran parte d’Italia dureranno almeno fino a venerdì, mentre nel weekend in alcune città le temperature potrebbero scendere. Il caldo ha colpito anche altre nazioni europee, come la Francia, che ha limitato alcuni luoghi turistici come la Tour Eiffel a Parigi.
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