
Due ore di telefonata non sono bastate per trovare un punto comune sulla guerra in Ucraina. Donald Trump e Vladimir Putin, per la terza volta dall’elezione del Presidente americano, hanno discusso per oltre tre ore. La svolta tanto attesa non è arrivata e i due Presidenti non sono riusciti a trovare una intesa sulla tregua di 30 giorni. Nonostante le parole di Trump, le cose infatti non sembrano cambiare: “La Russia e l’Ucraina inizieranno immediatamente i negoziati verso un cessate il fuoco e — cosa più importante — per porre FINE alla guerra”, ha scritto Trump sul suo social Truth. Ma Putin non è dello stesso parere: “La posizione della Russia – ha dichiarato – è chiara. L’essenziale per noi è eliminare le cause prime di questa crisi». Il Presidente russo, tuttavia, lascia uno spiraglio che, però, non sembra prossimo al raggiungimento: “Mosca — ha detto ai giornalisti dopo l’incontro — è pronta a lavorare con la parte ucraina su un memorandum a proposito del futuro accordo di pace, determinando una serie di posizioni come, per esempio, i principi di ricomposizione, i tempi di una eventuale conclusione dell’accordo di pace eccetera, compreso anche un possibile cessate il fuoco per un determinato periodo, in caso del raggiungimento delle rispettive intese».

La guerra intanto continua: nella giornata di ieri la Russia ha annunciato di aver conquistato gli insediamenti di Marine, nella regione di Sumy, vicino al confine ucraino con la Russia, e Novoolenivka, nella regione orientale di Donetsk. La svolta potrebbe avvenire con l’intervento del nuovo Papa, Leone XIV, il quale potrebbe ospitare i negoziati. Trump ha accolto infatti con favore l’offerta del Vaticano di essere sede di colloqui tra le due parti, ma non nega di poter fare un passo indietro. «Grossi ego sono coinvolti ma qualcosa succederà. Se non succede, mi farò indietro e dovranno continuare loro – ha detto dopo la chiamata – Questa era una situazione europea e dovrebbe rimanere tale».

Dopo la chiamata, il presidente americano ha poi sentito Ursula von der Leyen, Giorgia Meloni, il cancelliere tedesco Merz, il presidente francese Macron e il finlandese Stubb oltre a Zelensky che potrebbe accettare l’offerta russa. Tutti si sono detti pronti a collaborare, compresa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Si lavora per un immediato avvio dei negoziati tra le parti che possano condurre il prima possibile a un cessate il fuoco e costruire le condizioni per una pace giusta e duratura in Ucraina. Al riguardo, è stata considerata positivamente la disponibilità del Santo Padre ad ospitare i colloqui presso il Vaticano. L’Italia è pronta a fare la sua parte per facilitare i contatti e lavorare per la pace”. Zelensky dal canto suo, si dice aperto alle possibili trattative, ma vuole essere lui a trattare, non Trump: «Il Presidente americano non può trattare sull’Ucraina senza l’Ucraina. Ho confermato che siamo pronti per un cessate il fuoco completo e incondizionato — ha detto ai giornalisti — è importante non indebolire questa proposta”. Il leader ucraino vuole comunque la fine della guerra, ribadendo che il conflitto è costato già “troppe perdite”. Le speranze sono adesso concentrate sul nuovo Papa.
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