
Attenti al silenzio: le telefonate mute preparano la nuova truffa dell’Intelligenza Artificiale
La verità che si cela dietro alle telefonate mute: i rischi che si corrono e le buone pratiche per difendersi.
Il vostro smartphone squilla, rispondete con il classico “Pronto?” ma dall’altra parte c’è solo un silenzio assoluto, seguito, magari dopo pochi secondi, dal clic della linea che si interrompe. Quello che sembra un semplice e fastidioso errore tecnico dei call center è, in realtà, la fase di perlustrazione di una pericolosa truffa hi-tech in due tempi, come denunciato in un recente allarme globale lanciato dal Codacons.
I criminali informatici non telefonano più solo per parlarvi, ma per ascoltarvi, profilarvi e registrare la vostra voce.
Le vecchie chiamate mute erano dovute ai software dei call center legali (i predictive dialer) che avviavano più telefonate rispetto agli operatori disponibili. Oggi la situazione è cambiata: le chiamate mute sono diventate uno strumento fondamentale per la cybercriminalità.
La truffa si sviluppa seguendo uno schema preciso:
[Fase 1: La Chiamata Muta] ➔ Controllo numero attivo ➔ Registrazione vocale (es. “Pronto?”)
↓
[Fase 2: Il Contatto Mirato] ➔ Clonazione voce con AI ➔ Truffa a parenti o finti operatori
Ma vediamo meglio cosa significa tutto ciò.
- La fase di ricognizione (Mappatura e Profilazione): un computer centrale chiama migliaia di numeri a tappeto. Se rispondete, il sistema registra che il vostro numero è attivo, traccia l’orario esatto in cui siete reperibili e calcola per quanti secondi restate in linea prima di riattaccare.
- Il furto della voce (Voice Harvesting): quando pronunciate parole comuni come “Pronto?”, “Sì, chi è?” o “Mi sente?”, i truffatori registrano la vostra risposta. Grazie a moderni software di Intelligenza Artificiale, bastano pochissimi secondi di audio pulito per clonare perfettamente il vostro timbro vocale.
- L’attacco finale: a distanza di giorni o settimane, i criminali utilizzano la vostra voce sintetizzata per telefonare a un vostro parente anziano fingendo che voi siate in pericolo, oppure incrociano i dati per chiamare voi fingendosi la vostra banca. Spesso si avvalgono dello spoofing, una tecnica che fa apparire sul vostro display il vero numero della Questura o del vostro istituto di credito.
Per evitare di cadere nella rete dei truffatori e proteggere i vostri dati, gli esperti di sicurezza informatica suggeriscono di adottare questi comportamenti immediati:
- Praticate il “gioco del silenzio”
Se rispondete a un numero sconosciuto, non parlate per primo. Attendete un secondo o due; se fosse un computer o un malintenzionato, non rilevando suoni, potrebbe chiudere la linea senza registrare nulla. - La regola dei 3 secondi
Se rispondete e avvertite il vuoto totale o rumori di fondo sospetti, riattaccate entro tre secondi e non insistete a chiedere chi sia in linea. - Non dite mai la parola “Sì”
Evitate assolutamente di esordire o rispondere alle domande con un “Sì”. Questa sillaba può essere isolata e montata ad arte per simulare il vostro consenso vocale all’attivazione di contratti o servizi mai richiesti. - Non richiamate mai
Se trovate una chiamata persa da un numero geografico o estero sconosciuto, non richiamate. Molto spesso si tratta di numerazioni a tariffazione maggiorata. - Attivate gli scudi dello smartphone
Usate i filtri antispam nativi di iOS e Android (come l’opzione “Silenzia numeri sconosciuti”). Valutate, inoltre, l’iscrizione gratuita al Registro Pubblico delle Opposizioni per ridurre il flusso di chiamate commerciali.
Se le chiamate diventano insistenti e configurano una vera e propria molestia, o se temete che la vostra voce sia stata carpita fraudolentemente, potete muovervi su due fronti ufficiali. Da un lato potete inviare una segnalazione dettagliata compilando i moduli presenti sul sito ufficiale del Codacons per ricevere tutela legale. Dall’altro, in caso di minacce o truffe finanziarie già avviate, è fondamentale sporgere immediata denuncia presso la Polizia Postale o le autorità competenti.





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