
Roberta Capua: «Per la Festa della Mamma regaliamo la speranza!»
In questo articolo
Roberta Capua, in occasione della Festa della Mamma il 10 maggio, ci porta nelle piazze italiane con l’azalea dell’AIRC. La conduttrice, splendida testimonial della fondazione impegnata nella lotta contro il cancro, ci racconta i suoi dolori recenti, le scelte di vita e la sua fase di rinascita…
In occasione della Festa della Mamma, domenica 10 maggio, l’Azalea della Ricerca di Fondazione AIRC torna a colorare circa 3.900 piazze in tutta Italia e on line su Amazon (l’elenco delle piazze è su https://azaleadellaricerca.airc.it/). Un appuntamento simbolico e concreto allo stesso tempo, che unisce la celebrazione della femminilità al sostegno alla ricerca oncologica. Nel 2025, nel nostro Paese, sono state stimate 179.800 nuove diagnosi di cancro nelle donne. I tumori più frequenti restano quello alla mammella (31,1% delle diagnosi femminili), al colon-retto (10,5%), al polmone (9,1%), il melanoma (4,7%) e i tumori dell’utero (4,6%). In questo contesto, la prevenzione e la ricerca assumono un valore decisivo, ed è proprio da qui che prende forma l’impegno di AIRC e il sostegno di tanti volti noti, come quello di Roberta Capua.
L’obiettivo è tumore al seno curabile al 100%

In occasione della Festa della Mamma, torna in piazza con AIRC. Che significato ha per lei questa testimonianza così concreta?
«Ha un significato molto profondo. È un modo per ricordare a tutti quanto sia importante la prevenzione, quanto sia fondamentale lo stile di vita e soprattutto quanto conti la ricerca. La prima domenica di maggio è la Festa della Mamma e l’azalea simboleggia la femminilità, la salute al femminile, e serve proprio a sensibilizzare sull’importanza della prevenzione per la diagnosi e la cura dei tumori. Negli anni questa iniziativa ha aiutato moltissimo AIRC a compiere passi da gigante sui tumori femminili più impattanti. Faccio un esempio: il tumore al seno, grazie agli studi sostenuti da AIRC, ha raggiunto un tasso dell’89,5% di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi. Sono risultati importantissimi e l’obiettivo è arrivare un giorno a poter dire che il tumore al seno è curabile al 100%».
I numeri parlano chiaro: una donna su tre affronta un tumore nel corso della vita. Che messaggio sente di voler dare soprattutto alle mamme?
«Stile di vita, prevenzione e ricerca sono i tre punti cardine per poter sconfiggere i tumori. Non c’è altro. Uno stile di vita sano significa alimentazione corretta, attività fisica, evitare il fumo e l’alcol: ormai sappiamo quali sono le regole virtuose. Fare prevenzione significa sottoporsi agli screening, ai controlli. So che non è facile, perché ogni volta che una donna fa esami come la mammografia o l’ecografia mammaria, o il Pap test, c’è sempre un momento di attesa e di tensione. Ma è fondamentale, perché la diagnosi precoce può fare la differenza. E poi, per quanto possibile, sostenere la ricerca, da cui non si può prescindere».
Secondo lei, manca ancora qualcosa nella comunicazione alle donne? Il tumore è ancora un tabù?
«Non credo più come una volta. Un tempo non se ne parlava, non si nominava nemmeno, si diceva “un brutto male”, “un male oscuro”. Oggi se ne parla con più chiarezza e la comunicazione fa moltissimo in televisione, sulla stampa, alla radio. Certo, non è mai abbastanza. Bisogna continuare a raccontare che di tumore si può guarire, bisogna ancora lavorare».

Il racconto pubblico della malattia da parte di personaggi noti può aiutare? Penso a donne come Eleonora Giorgi o Enrica Bonaccorti.
«Sicuramente il racconto di un personaggio famoso, amato dal pubblico, che si mette a nudo e racconta le proprie fragilità è un messaggio forte e di grande impatto. Poi ogni persona ha il suo modo di vivere la malattia: c’è chi condivide tutto e chi preferisce restare più riservato, e nessuno può giudicare. Però è innegabile che questi racconti abbiano un effetto importante. Paradossalmente anche un film come quello di Checco Zalone, in cui si parla di prevenzione del tumore alla prostata, ha dato una spinta alle visite. Qualsiasi modo può essere utile a sensibilizzare. Gli uomini, tra l’altro, sono meno attenti alla prevenzione rispetto alle donne, più restii e più paurosi: lo dicono le statistiche».
Lei nella sua vita ha attraversato momenti difficili. Come si trova la forza per continuare a sorridere davanti al pubblico?
«La vita purtroppo deve andare avanti e ognuno deve trovare dentro di sé la propria forza. Nel mio caso la mia forza è stata mio figlio Leonardo, per il quale ho dovuto continuare a vivere, a sorridere, ad andare avanti».
La tragica scomparsa dell’ex marito

In che modo suo figlio è stato un punto fermo? Che forza le ha dato?
«Il dover affrontare la quotidianità, i piccoli problemi di ogni giorno, il prendermi cura di lui e il dover trasmettere un’idea di forza e resilienza: tutto questo aiuta. Poi ognuno deve trovare da sé la propria forza: è difficile dare consigli universali».
Ha raccontato che il suo ex marito Stefano Cassoli, scomparso qualche mese fa per un incidente, è stato un grande amore. Che cosa resta oggi di quel legame?
«Dei bellissimi ricordi».
Guardando suo figlio diventare adulto, che cosa sente di avergli trasmesso come madre?
«Prima di tutto l’entusiasmo per la vita, la capacità di entusiasmarsi anche per le piccole cose. Poi i valori base, come l’onestà e l’amore per il prossimo. Ma soprattutto spero abbia preso da me la voglia di vivere con ardore, con l’idea che anche dietro le difficoltà può esserci sempre una svolta positiva».
La maternità, la carriera, l’equilibrio e i sogni

C’è un insegnamento che sua madre le ha lasciato e che sente ancora oggi?
«Sì, l’umiltà e la modestia. Sono due caratteristiche che cerco di praticare sempre e che considero valori fondamentali».
Che mamma è stata e che mamma si sente oggi che suo figlio è grande?
«Sono stata una mamma molto presente, ho voluto esserci sempre, forse anche perché ho avuto mio figlio a 39 anni, quindi da mamma adulta. Mi sono goduta ogni momento senza però mai soffocarlo. Oggi lui ha 18 anni, vive all’estero, studia in Spagna e ha la sua vita. Questo mi ha costretta a mettere da parte la mia ansia di protezione. Ma i ragazzi devono spiccare il volo, vivere la loro vita».
Ha persino deciso di rallentare la carriera per dedicarsi alla maternità. Rifarebbe quella scelta?
«Assolutamente sì, al 100 percento. Non rimpiango nulla. È stata una scelta ponderata e ho avuto la fortuna di poterlo fare».
Questo ha inciso sulla sua carriera? È stato difficile rientrare nel giro?
«Sì, sicuramente. Dopo dieci anni, non è semplice rientrare, ma vale per qualsiasi lavoro. Servono forza e umiltà per ricominciare»
Nel mondo dello spettacolo ha trovato un equilibrio raro. Qual è il suo segreto?
«Cerco di essere una persona con i piedi per terra, razionale, che dà il giusto valore alle cose. Il nostro è un lavoro particolare, ma resta pur sempre un lavoro».

Ha mostrato anche il suo lato in cucina, vincendo Celebrity MasterChef nel 2017. Che rapporto ha oggi con i fornelli?
«Amo cucinare. Adesso lo faccio meno perché vivo da sola e non devo più sfamare mio figlio a pranzo e cena, ma la passione resta e ogni tanto cucino per gli amici».
Oggi non ha un compagno. Le manca questa dimensione o sta bene da sola?
«Sto bene anche da sola, ho trovato il mio equilibrio. Però se arrivasse la persona giusta, perché no? Ma dovrebbe avere delle caratteristiche molto particolari perché, quando si è adulti e si è soli da tanto, non è facile lasciarsi andare a una nuova storia».
Che caratteristiche dovrebbe avere?
«Dovrebbe rispettare i miei spazi, il rapporto con mio figlio, ed essere presente, maturo e coerente. Non è facile trovare tutte queste cose insieme».
Che fase della vita sta vivendo oggi?
«Un po’ tutte! Di consapevolezza, acquisita con l’età e con l’esperienza della vita. Di ricostruzione, perché comunque sono cambiate anche le cose della mia quotidianità, del vivere di tutti i giorni. E di rinascita».
Si sente arrivata professionalmente?
«No, assolutamente. La vita è un cammino, con salite e discese. Credo che mi possa ancora riservare tante cose, nonostante io di cose ne abbia fatte già tante. Mi aspetto sempre che la vita mi possa sorprendere».

Che cosa sogna oggi come donna e come professionista?
«Di continuare ad avere voglia di fare, di vivere, di conoscere e di viaggiare. Amo il mio lavoro e ogni proposta viene valutata con entusiasmo».
C’è un collega o una collega con cui le piacerebbe lavorare?
«Mi piacerebbe lavorare con Alessia Marcuzzi, perché siamo amiche e credo che insieme potremmo essere una coppia molto interessante in TV: simili per certi versi ma anche molto diverse. Potremmo essere scoppiettanti!».
Cosa pensa di Marcuzzi e della sua assenza dalla TV?
«È una donna multiforme, molto impegnata, un’imprenditrice straordinaria e molto presa dal suo brand. In TV secondo me dovrebbe avere più spazio, e manca anche a me come telespettatrice».
Con il tempo cambia lo sguardo sulle cose: cosa vede oggi che prima le sfuggiva?
«Vedo molta superficialità nelle relazioni, nei rapporti e nel modo di comunicare. È una cosa che non mi piace».
Se potesse avere un superpotere, quale sceglierebbe?
«Il teletrasporto».
Per andare dove?
«Per poter viaggiare nel mondo senza affrontare il viaggio, senza aerei o treni. Visitare posti liberamente, come sognavo da bambina».





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