Gaza, colpita la chiesa cattolica “Sacra famiglia”. 3 morti, ferito anche Padre Romanelli
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Dopo i bambini, Israele punta alla chiesa cattolica. Un raid ha colpito infatti la chiesa della Sacra famiglia di Gaza, seminando il panico nella zona. Tre persone sono rimaste uccise: Saad Issa Kostandi Salameh, Foumia Issa Latif Ayyad e Najwa Abu Daoud, mentre altre nove sono rimaste ferite, una persona in maniera grave. Tra loro anche Padre Gabriel Romanelli, ferito lievemente a una gamba mentre si trovava in chiesa, presidio di pace fino a oggi. Il prete non l’ha abbandonata proprio per questo: il luogo è diventato un posto più che simbolico, anche pratico, ergendosi a rifugio per le famiglie che fuggono dai bombardamenti.

Il raid è avvenuto in mattinata: il fuoco è arrivato da un carro armato che ha attaccato la chiesa, dopo che nei giorni scorsi era stata colpita l’area antistante. L’esercito israeliano parla di un incidente: “L’Idf – ha scritto l’esercito in una nota – fa ogni sforzo possibile per mitigare i danni ai civili e alle strutture civili, compresi i siti religiosi, e si rammarica per i danni causati loro”.
Lo sdegno per quanto accaduto è però unanime e anche la premier Giorgia Meloni si è espressa al riguardo: “I raid israeliani su Gaza colpiscono anche la chiesa della Sacra Famiglia – ha scritto in una nota – Sono inaccettabili gli attacchi contro la popolazione civile che Israele sta dimostrando da mesi. Nessuna azione militare può giustificare un tale atteggiamento”.

Il raid nella chiesa Cattolica ha preoccupato anche il Papa, Leone XIV: “Sua Santità è rimasto profondamente addolorato nell’apprendere delle perdite di vite umane e dei feriti causati dall’attacco militare alla Chiesa cattolica della Sacra Famiglia a Gaza, e assicura al parroco, Padre Gabriele Romanelli, e a tutta la comunità parrocchiale la sua vicinanza spirituale”. Questo è quello che si si legge nel telegramma a firma del Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin. “Nell’affidare le anime dei defunti all’amorevole misericordia di Dio Onnipotente, il Santo Padre – si legge ancora – prega per la consolazione di coloro che soffrono e per la guarigione dei feriti. Sua Santità rinnova il suo appello per un immediato cessate il fuoco ed esprime la sua profonda speranza per il dialogo, la riconciliazione e una pace duratura nella regione”.

Mentre è stata aperta una indagine per ricostruire cosa è accaduto, Oren Marmorstein, portavoce del ministero degli Esteri israeliano, spiega che i risultati dell’indagine verranno poi resi pubblici. Ma benché lui affermi che i siti religiosi non vengono presi di mira dall’esercito, non è il primo luogo di culto a essere colpito, come accaduto già per diverse moschee e chiese ortodosse.
Allo stesso modo, di errore si è parlato dopo l’attacco avvenuto tre giorni fa in cui sono stati colpiti i bambini in fila per prendere un po’ di acqua dalle autobotti. L’attacco ha provocato 10 morti tra cui sei bambini.
Questa strage si aggiunge alle altre uccisioni di massa di civili provocate dagli israeliani, che hanno causato quasi 60mila morti dall’inizio della guerra.
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