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Una chiacchierata con Beatrice Luzzi che, dopo essersi lasciata GF alle spalle, si sta impegnando per portare in scena uno spettacolo sul bullismo.
Attrice, autrice, madre e donna dalle idee chiare, Beatrice Luzzi ha riconquistato la scena grazie a Grande Fratello, dove ha partecipato prima come concorrente e poi come opinionista, lasciando un segno indelebile nel pubblico. Lì, tra quelle mura, è diventata per molti un simbolo di indipendenza e autenticità, capace di distinguersi per schiettezza e personalità. Ma al di là dell’immagine forte e decisa, Beatrice è una donna complessa, con una profondità che va oltre l’apparenza, una sensibilità rara e una vulnerabilità sincera. Dietro la determinazione e il coraggio che mostra in televisione si nasconde anche la riflessione di chi ha vissuto il successo e la notorietà, la consapevolezza dei compromessi e la fatica di restare fedele a se stessa. In questa chiacchierata, Luzzi si racconta con la schiettezza che la contraddistingue, tra scelte controcorrente, desiderio di vivere con onestà e la voglia di restare se stessa, sempre.
Resilienza, impegno e decisioni “scomode”

Il pubblico l’ha conosciuta in tanti ruoli: attrice, opinionista, madre, donna dalle opinioni forti. Ma chi è davvero Beatrice Luzzi?
«Tutto e niente. Dipende dai momenti e dai giorni. Ruoto a 360 gradi. Tutti sanno di me quello che so anch’io, ma chi sono veramente non me lo chiedo più. Sono molto sensibile a ciò che accade intorno a me e questo mi porta spesso a fare scelte che vanno oltre il mio interesse personale, scelte che hanno un valore più ampio».
Ha iniziato giovanissima, vivendo anche momenti di forte esposizione. Qual è stato il prezzo più alto per restare se stessa?
«Il conto in banca. Se sei schietta, diretta e vai per la tua strada invece che per quella comoda, paghi un prezzo economico perché diventi scomoda e perdi dei lavori».
Dopo Vivere ha scelto di allontanarsi dai riflettori. È stata una fuga, un atto di ribellione o di consapevolezza?
«È stato tutto insieme. Avevo bisogno di ritrovare me stessa. Tutti mi conoscevano come “Eva”, ma Beatrice non esisteva più. È stato un cortocircuito importante: ho dovuto fare un passo indietro per salvarmi. Non volevo adagiarmi su una strada facile. Ho lasciato la soap nel 2001, anni di grandi cambiamenti per la TV e il cinema. In quel periodo, inoltre, morì il mio agente, Roberto Romani, la mia guida, e non ho più trovato qualcuno capace di rappresentarmi davvero. Inoltre, non ho accettato di entrare in alcune “famiglie televisive” potenti che mi chiedevano di piegarmi a certi linguaggi. Così ho scelto altro: documentari antimafia, impegno civile e sociale, monologhi teatrali. È quello che faccio ancora oggi».
Sta lavorando a uno spettacolo contro il bullismo. Di cosa parla?
«Sarà durissimo da recitare. Racconta di un ragazzo che si chiude in camera, non comunica più con la madre. Poi sembra rifiorire: esce, lei crede che abbia conosciuto una ragazza, ma il giorno dopo lui si toglie la vita. Quella ragazza, in realtà, non esisteva: i suoi “amici” lo avevano preso in giro. Avendo due figli adolescenti, è una paura che conosco bene. È uno spettacolo che nessun ragazzo potrà ignorare: spero faccia capire quanto le parole possano essere pericolose».
Lei parla spesso di “resilienza”. Cosa significa per lei resistere davvero?
«Significa scegliere ogni volta il bene comune, anche quando la strada più facile o più fruttuosa ti tenta. Resistere è restare fedeli alla propria etica».
A GF ha mostrato determinazione ma anche fragilità. Si è mai sentita fraintesa?
«Io non credo di essere dura, credo di essere cruda, che è diverso. Quando percepisci le cose in modo netto e hai il coraggio di dirle per costruire una comunicazione più vera, puoi sembrare dura, ma sei solo onesta. La durezza spesso è solo grande onestà. Non ho mai fatto attacchi personali né offese: i miei giudizi sono sempre stati motivati e costruttivi».
«Mi sentivo il terzo incomodo tra Alfonso e Cesara»

Sta seguendo la nuova edizione di GF?
«Sinceramente no. Non lo guardavo nemmeno prima, non è il genere di programma che seguo. Ho visto solo dieci minuti della prima puntata: mi è sembrato più rilassato e giocoso».
Perché aveva scelto di partecipare, se non le piace?
«Non ho detto che non mi piace, ma che non lo guardo. Ho partecipato perché era un modo per farmi conoscere come Beatrice. Avevo bisogno di riprendere in mano la mia vita di donna. È stata un’esperienza forte, che rifarei per una prima volta, ma non la ripeterei una seconda».
Che idea ha della nuova squadra del programma, con Simona Ventura e i nuovi opinionisti?
«Simona Ventura è una conduttrice brillante. Quanto agli opinionisti, Cristina Plevani mi ricorda molto me. Quando l’ho vista, con gli stessi ricci, la stessa sedia… è stato come se mi fossi tranquillizzata: ho detto “d’accordo, ci sono anche io, io sono lì”, e ho spento la TV».
Durante la sua esperienza non ha mai nascosto il disaccordo con Alfonso Signorini. Oggi che rapporto c’è?
«Lo stimo, è un uomo intelligente, con molte frecce al suo arco. Divergiamo solo su una cosa: lui ha un’attenzione particolare per il gossip, io no. Quando ero opinionista ho sofferto un po’ l’alleanza tra lui e Cesara: mi schiacciava artisticamente, non mi permetteva di esprimere la mia parte ironica. Mi sentivo il terzo incomodo».
«Per la prima volta ho bisogno di un compagno!»

Tra i nomi che fanno ancora discutere della passata edizione di GF c’è la coppia formata da Helena Prestes e Javier Martinez, che non le piaceva particolarmente. Ha cambiato idea?
«Non ho mai detto che non mi piacevano come coppia. Ho detto che, secondo me, potevano darsi molto perché lei è molto esuberante e lui molto più moderato. E infatti è stato così. Ma credo che sia stata una coppia nata da una serie di casualità e circostanze, non certo da una chimica o una magia che si è sprigionata. Si sono trovati insieme per tutta una serie di contingenze, non perché dall’inizio ci fosse un grande sentimento o attrazione».
E in generale, quanto crede che una relazione così, nata sotto i riflettori, possa essere autentica?
«Quanto qualunque altra relazione nata sotto i riflettori. Certo, all’interno di un reality si vivono delle situazioni che vengono amplificate e fuori rimangono alcune dinamiche particolari: ci sono i fandom, il gioco non è mai solo tra due persone, ma coinvolge tanti altri. Questo rende tutto più difficile, ma non significa che non possano nascere relazioni autentiche e, come la storia dei reality ci ha insegnato, alcune hanno portato perfino a costruire delle famiglie».
È considerata un simbolo di autenticità femminile. Quanto è difficile restare coerenti in un ambiente che premia la convenienza?
«Continuo a rischiare il conto in banca. Rifiuto ospitate televisive che non mi rappresentano. Sto lavorando a una trasmissione che vuole costruire una riflessione sociale, con storie vere che servano da esempio, nel bene e nel male. È questo il mio sogno: sentirmi utile come artista e come donna. Certo, qualche compromesso lo faccio, ho due figli da mantenere. Ma il mio percorso mi ha mostrato che una parte di pubblico ha fame di contenuti, e io voglio parlare a loro».
È single?
«Sì, ma per la prima volta dopo tanti anni sento il bisogno di un compagno. I miei figli sono grandi, non hanno più l’esigenza che dedichi tutte le mie energie a loro. Voglio un uomo che mi assomigli eticamente, gentile, preparato, con coraggio e spiritualità, ma anche con humour. Non lo cerco a tutti i costi, ma se arriva… lo prenderò».
Una come lei farebbe comodo nel parterre di Dame a Uomini e Donne. Creerebbe dinamiche interessanti…
«Ah sì? Non ci ho mai pensato, be’ magari valuterò (sorride, ndr)».

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