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Samuele Mecucci: «Sto vivendo il periodo più buio e tragico della mia vita»

Sonia Russo
Sonia Russo
Giugno 8, 2026

In questo articolo

  • Il dolore, la rinascita e la voglia di reality
  • La famiglia, l'ancora di salvezza
  • Voglia di riscatto
    • Con la compagna Arianna Fabbri
Tre lutti in pochi mesi e l’aggressione di suo padre malato in ospedale: Samuele Mecucci ci racconta come ha affrontato tutto questo e denuncia un sistema che non funziona.

Gli ultimi mesi non sono stati per niente facili per Samuele Mecucci: ha vissuto lutti, malattia ed episodi di violenza che aprono interrogativi più ampi sulla sicurezza. Dopo la perdita della sorella, la malattia dello zio e la diagnosi terminale del padre, la sua storia si è intrecciata con un fatto grave avvenuto proprio in ospedale, durante il ricovero del genitore. Oggi, a distanza di alcuni mesi, Mecucci racconta quel periodo senza enfasi, con uno sguardo disilluso ma lucido, segnato da un cambiamento radicale: personale, familiare, emotivo. E con noi ripercorre i fatti, riflette su ciò che è accaduto e prova a delineare, con cautela, un possibile percorso di ritorno alla normalità.

Il dolore, la rinascita e la voglia di reality

Che periodo sta vivendo?
«Il più complicato della mia vita. Il più difficile, il più impegnativo sotto il profilo della vita stessa».

E come lo sta affrontando?
«Per quello che mi è capitato non c’è un modo preciso per affrontarlo. Lo vivo giorno per giorno, cercando di trovare un’idealità apparente che in questo momento viene meno. E cercando una motivazione forte in qualcosa in cui credere, che però anche questa, oggi, viene meno».

Ci racconta brevemente quello che le è successo, così da permettere ai lettori di comprendere il contesto?
«Parto da molto lontano. Il 2025 è un anno tragico per me e per la mia famiglia. Tutto però inizia due anni prima, quando scopriamo che mia sorella aveva un tumore. Da lì sono stati anni difficili, vissuti con una piccola speranza che poi si è rivelata una strada chiusa. Nel 2025 abbiamo vissuto la perdita di mia sorella. Era giovane, aveva 53 anni. Per noi, è stata una tragedia enorme. Nel momento in cui cercavamo di riallinearci dopo quel lutto, si è ammalato anche mio zio che viveva con noi, con diverse complicanze fisiche legate all’età. E poi, quasi improvvisamente, si è ammalato mio padre. Abbiamo scoperto un tumore terminale e, durante il ricovero, è accaduto un episodio gravissimo».

Si riferisce all’aggressione subita da suo padre in ospedale?
«Sì. Mio padre era ricoverato, immobile nel letto. Nella stanza c’era un altro paziente, un uomo di etnia indiana. Per motivi che ancora oggi non si comprendono, si è chiuso dentro, ha oscurato la telecamera e ha aggredito mio padre nel letto: gli ha sferrato pugni in faccia, gli ha rotto il naso, la bocca, ha provato a soffocarlo con un pannolone e poi con le mani al collo. Mio padre si è salvato solo perché un’infermiera si è accorta della telecamera oscurata, ha forzato l’ingresso e ha dato l’allarme. Solo così sono riusciti a fermarlo. E sia chiaro: il problema non è l’etnia. Il punto è ciò che è accaduto. Io credo che anche quella persona sia una vittima di un sistema che non funziona. Se ci fosse stato un percorso adeguato dopo il suo arrivo in Italia, probabilmente non si sarebbe trovato lì. Ma il problema vero è la mancanza di sicurezza, anche negli ospedali».

La famiglia, l'ancora di salvezza

Samuele Mecucci: «Sto vivendo il periodo più buio e tragico della mia vita»
Samuele Mecucci compirà 52 anni il 18 ottobre 2026.

Cosa è cambiato in lei dopo tutto questo?
«Questa esperienza ha spostato l’asse della mia vita. Prima avevo una vita perfetta: lavoro stabile, famiglia unita, salute. Oggi non ho più quella famiglia. Io ho perso una sorella, un padre, venuto a mancare 9 giorni dopo l’aggressione, e uno zio. Mia madre ha perso una figlia, un marito e un fratello. Mia nipote ha perso una madre, un nonno e uno zio. È una tragedia che ci lega in modo indissolubile. La mia vita non è più la stessa. Mi alzo la mattina e non trovo più quei punti fermi».

E cosa l’ha aiutata a non crollare?
«Il fatto che sono diventato, improvvisamente, il capo famiglia. Ho dovuto reggere un urto emotivo enorme. La mia forza, poi, sono gli occhi di mia figlia. Ho cercato di non farle pesare tutto questo, anche se non so se ci sono riuscito del tutto».

Il dolore può distruggere o trasformare. Nel suo caso cosa ha fatto?
«Mi ha trasformato. Sono stato così vicino alla morte per anni che ho sviluppato una percezione diversa. Ho avuto quasi un contatto costante con essa, la sentivo presente. Parlavo idealmente con questa presenza, mi confrontavo con lei. E oggi ho una sola consapevolezza: non puoi controllare tutto. Quando arriva quel momento, arriva e basta. Di tre persone a me care non sono riuscito a salvare nessuno. E questo ti cambia la prospettiva. Oggi, ad esempio, non ho più paura di volare».

E questo “volo” dove spera la porti?
«A ritrovare serenità. Dormo pochissimo, sto seguendo un percorso psicologico e spero di uscirne. Vorrei tornare a quando tutto era bello, sereno, quando c’era la famiglia».

Voglia di riscatto

Ai tempi di "Uomini e Donne"...
Ai tempi di "Uomini e Donne"...

Lo showbusiness può essere parte di questa rinascita?
«Me lo auguro. Il mio sogno resta quello di fare un reality che non ho ancora fatto. Mi piacerebbero L’Isola dei Famosi o Grande Fratello. Sono sfide, esperienze forti».

Che ricordo ha della televisione?
«Bellissimo. Ho iniziato con Uomini e Donne, è stata un’esperienza che mi ha dato tanto. Mi piacerebbe tornarci come opinionista. Oggi però vedo meno leggerezza nei ragazzi».

Come vede il mondo dello spettacolo oggi rispetto al passato?
«È cambiato tantissimo. Oggi si tende a mettere tutto in piazza. Prima certi equilibri restavano più protetti. Adesso si perde un po’ la misura. Resto dell’idea che i panni sporchi si debbano lavare in famiglia, anche quando si tratta del sistema showbiz».

E cosa pensa del cosiddetto “sistema” dello spettacolo e delle polemiche recenti scatenate da Fabrizio Corona?
«Oggi c’è troppa esposizione. Non si capisce più dove sia la verità. Se esistono dinamiche poco chiare, non lo so, ma credo che serva più equilibrio e meno spettacolarizzazione di tutto».

Ha seguito Grande Fratello?
«Sì, perché c’era un mio amico, Raimondo Todaro. Ha fatto un bellissimo percorso».

E cosa pensa del rapporto tra Raimondo Todaro e Francesca Manzini?
«Francesca è simpaticissima, è evidente che fosse presa da lui. Però lui l’ha sempre vista più come un’amica. Non è il suo tipo, è molto diversa dalle donne da cui è attratto».

E poi lui ha una fidanzata…
«Su questo non mi espongo oltre».

Chi le è piaciuto e chi no di questa ultima edizione di GF Vip?
«Mi è piaciuta Francesca Manzini: è autentica e intelligente nel suo modo di fare. Non mi ha convinto invece Lucia Ilardo, l’ho trovata poco vera, molto costruita».

Un’ultima domanda: cosa sogna?
«Tornare a vivere con un po’ di serenità e, magari, tornare in televisione in un modo nuovo, più consapevole, ma sempre con il sorriso». 

Con la compagna Arianna Fabbri.

Con la compagna Arianna Fabbri

Samuele Mecucci, ex volto noto di "Uomini e Donne", è legato sentimentalmente ad Arianna Fabbri, conosciuta pochi mesi dopo la fine della sua esperienza televisiva, nel 2011. La coppia ha costruito negli anni anche un progetto professionale comune, aprendo insieme un centro estetico. Dal loro amore è nata la figlia Mirtha, venuta al mondo il 9 novembre 2013 e diventata punto centrale della vita familiare dell’ex protagonista del dating show di Canale 5.

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