
Mary De Gennaro: «Quando le luci si spengono sono la ragazza di sempre»
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Mary De Gennaro, da ventiquattro anni volto amato di Telenorba, si racconta, tra programmi cult e un nuovo progetto su Food Network.
Ventiquattro anni di carriera, un sorriso che il pubblico riconosce come quello di casa e una cifra stilistica fatta di garbo, determinazione e sincerità. Mary De Gennaro è uno dei volti più amati di Telenorba, ma prima ancora è una donna che ha attraversato il tempo con consapevolezza, scegliendo di restare fedele a se stessa. Oggi conduce Mattino Norba, presto debutterà su Food Network, con un nuovo progetto dedicato alla sua terra, e continua a raccontare storie di donne, fragilità e rinascite. Lontano dai riflettori, però, Mary è rimasta quella di sempre: concreta, legata agli affetti, innamorata delle cose semplici.
«Ho ancora lo stile di vita di un’adolescente»

Dopo 24 anni di carriera, chi è oggi Mary De Gennaro rispetto agli esordi e chi è quando si spengono le luci dello studio?
«Rispetto a prima sono più matura, più consapevole. Sono una donna più risolta, so gestire meglio le emozioni. Quando si spengono le luci, però, sono rimasta esattamente la stessa: quella che prende i treni, che prende un pullman. Non ho cambiato di una virgola le mie abitudini. Vivo di cose semplici, mi piace stare a casa, guardare un bel film, preparare un dolce, vedere gli amici, stare in famiglia, pranzare e cenare con i miei genitori. Ho mantenuto lo stesso stile di vita di quando ero adolescente, di quando andavo a scuola e frequentavo l’università».
È ormai un volto familiare per tanti telespettatori: che rapporto ha con il pubblico?
«Bellissimo, di estrema sincerità. Davanti alle telecamere sono esattamente quella che sono nella vita reale. Gli anni di esperienza mi hanno dato padronanza e sicurezza, ma la trasparenza è rimasta. Il pubblico lo riconosce: quando mi incontrano per strada mi parlano come se fossi una di famiglia. E questo mi riempie d’orgoglio, perché significa che quello che provo e penso arriva davvero».
In un mestiere dove l’immagine conta ancora molto, che rapporto ha con il tempo che passa?
«Non è semplice, anche se cerco di non pensarci troppo. Mi curo molto, sono attenta all’alimentazione e alla beauty routine, ma lo sono sempre stata. Credo sia fondamentale non abbandonare mai la cura di sé. I cambiamenti fisiologici arrivano, è inevitabile, ma se ti sei voluta bene nel tempo, in qualche modo poi raccogli i frutti».
Negli ultimi mesi nella TV generalista si è notato un ritorno delle vallette. È nostalgia o un passo indietro culturale?
«Credo sia più un’operazione “amarcord”: riportare il passato nel presente, come accade nella moda. Gli anni ’80 e ’90 sono stati un periodo d’oro per la televisione. Non lo vedo come un modo per sminuire la donna, ma come un richiamo a un linguaggio che oggi, comunque, è cambiato. È cambiato il sistema, è cambiato il ruolo della donna sul palco, ed è un bene».
Le donne in TV oggi sono più libere rispetto a vent’anni fa?
«Sì, decisamente. Sono più coinvolte, hanno parola, possono esprimersi. Anche le ragazze agli esordi oggi non sono più figure mute legate solo all’immagine: sono presenti, parlanti, partecipi».
La voglia di riscatto e il ruolo della famiglia

In Diamoci del tu, il suo format domenicale dedicato alle donne, ha scelto di mettere al centro fragilità e resilienza. Perché sente che sia necessario?
«È un programma che ho fortemente voluto, nato anche da una mia evoluzione personale. Credo che si cresca più attraverso il dolore che attraverso il benessere. Le difficoltà ti costringono a reagire, a trovare nuove strade. Ho voluto raccontare donne diverse, con storie forti ma sempre di riscatto, per far capire che dopo il buio c’è sempre la luce».
Si è mai rivista in una delle loro battaglie?
«Sì, nella voglia di riscatto e nell’importanza della famiglia. Nei momenti difficili sono proprio la determinazione e gli affetti a permetterti di ritrovare la strada».
Ha avuto esperienze nazionali, ma è rimasta legata a Telenorba. È una scelta di cuore o di libertà?
«Telenorba è la mia seconda famiglia. Sono lì da 24 anni: è il posto dove sono nata professionalmente, dove ho imparato il mestiere. Mi hanno dato fiducia e continuano a farlo. Non l’ho mai lasciata e non intendo farlo. Però da maggio debutterò su Food Network, canale del gruppo Warner Bros. TV, con un nuovo programma».
Può anticiparci qualcosa?
«Si chiamerà Puglia on the Road. Sarà una narrazione delle bellezze della mia terra: food, siti storici, cultura, artigianato. Percorrerò la Puglia da nord a sud. È il mio debutto sui canali Warner Bros. e sono molto emozionata».

Ha un sogno professionale che non ha ancora realizzato?
«Mi piacerebbe condurre un programma di prima serata legato all’intrattenimento e un format di interviste, un vero faccia a faccia con personaggi noti per scavare nelle loro storie».
Nel podcast Woman racconta donne leader e ribelli: lei si sente più leader o più ribelle?
«Più leader. Non sono ribelle, sono piuttosto tranquilla. Ho sempre avuto un’ambizione positiva, uno stimolo a fare cose nuove. Nei progetti tendo ad assumere un approccio da leader, per portarli al risultato».
E con le altre donne vive la competizione?
«No, sono molto serena. Ognuna ha il proprio linguaggio, il proprio spazio. Non c’è motivo di alimentare competizione: siamo diverse e proprio per questo possiamo essere comprese e amate per ciò che siamo».





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