
Referendum, non passa la riforma della giustizia: stravince il No
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Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia ha portato gli elettori a esprimersi alle urne sulla normativa. Il No si aggira sul 54% mentre il Sì resta al 46%. Ottima l’affluenza.
Vince il No nel referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Alla chiusura delle urne i risultati, nonostante manchi ancora l’ufficialità, parlano di una vittoria del No al referendum con un dato che si aggira intorno al 54%, mentre il Sì insegue a distanza al 46 per cento. A colpire è anche l’affluenza alle urne che sfiora il 59%: la più alta è in Emilia-Romagna (66,7%) e quella più bassa in Sicilia (46,2%). Il sì vince soltanto in tre regioni: Lombardia (53,8%), Veneto (58,3), Friuli Venezia Giulia (54,5%). Il referendum sulla giustizia 2026 ha portato gli elettori a esprimersi su una revisione della Costituzione già approvata dal Parlamento, che avrebbe introdotto la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti, intervenendo sulla organizzazione interna e sui meccanismi di autogoverno della magistratura.
Giorgia Meloni: "Rispettiamo la decisione degli italiani"

«Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia». Lo ha detto in un videomessaggio la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.«Resta chiaramente il rammarico – ha aggiunto – per un’occasione persa di modernizzare l’Italia ma questo non cambia il nostro impegno. Il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale».
La reazione delle opposizioni


Il risultato del referendum premia le opposizioni, che esultano: «Il risultato mi sembra chiaro, anzitutto larghissima partecipazione e chiara sonora vittoria del No, questo ci rallegra molto. L’impegno è stato enorme del M5S e di altre forze progressiste del Paese». Così il presidente M5S Giuseppe Conte commenta dalla sede del partito i dati dello spoglio delle urne sul referendum della giustizia. “Questo risultato sottolinea la grande rimonta perché fino a qualche mese fa il Sì era dato in netto vantaggio – prosegue – Si apre una nuova stagione, una nuova primavera politica dove i cittadini sono protagonisti, vogliono voltare pagina e chiedono una nuova politica più attenta alle persone e meno a tutelare i politici dalle inchieste». «Il M5S ha tutto il diritto di interpretare da protagonista questa nuova primavera e la richiesta di voltare pagina che arriva da parte dei cittadini», prosegue Conte.
Il no fa esultare anche il Pd, con Elly Schlein considerata grande protagonista di questa vittoria: «Abbiamo vinto, una maggioranza del Paese ha fermato una riforma sbagliata. Una vittoria ancora più bella, perché partivamo da una sconfitta annunciata, invece abbiamo ribaltato quell’esito. Hanno fatto la differenza i giovani, nonostante non potessero votare i fuorisede». Lo ha detto la segretaria del Pd in una conferenza stampa al Nazareno. «Ci sono più elettori di destra che hanno votato No che il contrario». E poi è iniziata la grande festa del comitato del No a Piazza del Popolo a Roma.
Tajani commenta la partecipazione

«Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l’importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l’Italia più libera. Però gli italiani sono stati di diverso avviso e ne prendiamo atto con il massimo rispetto». Così il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani sul voto del referendum sulla giustizia.


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