
Iran, Giorgia Meloni riferisce al Senato sulla guerra: “Serve responsabilità”
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La premier Giorgia Meloni, dopo le incessanti richieste delle opposizioni, riferisce al Senato e poi alla Camera. Il Pd giudica non soddisfacente il suo intervento.
Dopo gli interventi in radio e in tv, la premier Giorgia Meloni riferisce al Parlamento la linea del governo sulla crisi in Medio Oriente, precisando che non è sua intenzione sottrarsi al confronto parlamentare. «Qui non c’è un governo complice di decisioni altrui, né tantomeno isolato in Europa, né colpevole di conseguenze economiche che la crisi può avere su cittadini e imprese – ha detto la premier – Tutte cose che ho sentito dire in questi giorni e che non fanno giustizia dell’impegno portato avanti in questo delicato quadrante della geopolitica e che abbiamo intensificato in questi giorni». Critiche le opposizioni, che hanno accusato a più riprese Meloni di “scappare” dal Parlamento e affidare le sue riflessioni a interviste o “monologhi” sui social.
Meloni: "Non possiamo permetterci regime ayatollah"

Prima al Senato e nel pomeriggio alla Camera Giorgia Meloni ribadisce invece il suo pensiero: «Servono responsabilità, lucidità e rapidità nelle decisioni – dice – È in questo contesto di crisi del sistema internazionale, nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale, che dobbiamo collocare anche l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano». Dall’altro lato, la premier ha ricordato che «non possiamo permetterci un regime degli ayatollah in possesso dell’arma nucleare, unita a una capacità missilistica che potrebbe presto essere in grado di colpire direttamente l’Italia e l’Europa ancora di più». La Premier ha poi sottolineato che “va preservata l’incolumità dei civili e dei bambini”, trovando in questo commento un applauso da tutto il Senato.
Critico il PD: "Meloni come Ponzio Pilato"

Il suo discorso però non trova d’accordo le opposizioni: «Quella di Meloni è sembrata la reazione di una commentatrice, di una cronista, di un’osservatrice esterna a una delle vicende più drammatiche della storia recente – ha detto il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd- L’unico paragone politico che mi viene in mente è Ponzio Pilato, nel senso che ci aspettavamo che riprendesse in qualche modo l’appello del Presidente della Repubblica di ieri sul diritto internazionale calpestato, invece Meloni ha detto che il diritto internazionale di fatto non c’è più. Volevamo capire dove si pone l’Italia in questa fase storica, dove si colloca, volevamo che dicesse a Trump e Netanyahu che non si può risolvere tutto con le guerre, con le minacce e con i dazi e che andando avanti così, e soprattutto non sostenendo l’Europa, si rischia di diventare marginali».
Meloni sugli italiani bloccati in Medio Oriente

La Premier si è anche soffermata sugli italiani bloccati in Medio Oriente: «Dobbiamo completare l’azione di messa in sicurezza delle decine di migliaia di italiani e dare assistenza a chi è rimasto bloccato. Abbiamo organizzato voli e convogli che hanno permesso di rimpatriare finora oltre 25mila connazionali dando priorità a chi era in transito e a chi era in situazione di particolare fragilità. E desidero ringraziare in modo particolare tutte le nazioni del Golfo per il grande aiuto che ci hanno dato in questo frangente, così come il ministero degli Esteri, l’intelligence e la Protezione Civile per questo importantissimo lavoro». Meloni si è espressa anche sul tema delle basi americane presenti nel nostro Paese: «Dipendono da accordi che sono sempre stati aggiornati da governi di ogni colore: nel caso in cui dovesse giungere la richiesta di uso delle basi per altre attività,decidere se concedere o meno quell’utilizzo, spetterebbe sempre, in virtù di quegli accordi, sempre al Governo». «Anche il governo spagnolo – ha detto ancora -, ha detto che esiste un accordo bilaterale tra Spagna e Stati Uniti, e al di fuori di quell’accordo non ci sarà alcun utilizzo delle basi spagnole».




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