
Famiglia nel bosco, i figli potrebbero essere iscritti a scuola
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In attesa della decisione sul ricorso, i figli della coppia potrebbero essere iscritti a scuola. Entro il 27 gennaio la decisione. Al centro della scelta le carenze scolastiche dei bambini.
In attesa che la Corte d’Appello de L’Aquila decida sul ricorso presentato dai legali di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, i genitori della famiglia del bosco, contro la sospensione della responsabilità genitoriale e l’allontanamento dei loro tre figli minori (27 gennaio termine ultimo per la decisione) il Tribunale per i minorenni de L’Aquila vuole iscrivere a scuola i bambini. La tutrice dei minori, l’avvocata Maria Luisa Palladino, sta lavorando, infatti, per portare Utopia Rose, la figlia di 8 anni, al più presto all’interno di un percorso scolastico, nonostante il mancato consenso dei genitori. Nathan e Catherine avevano infatti deciso che sarebbero stati loro a impartire personalmente le lezioni ai propri figli secondo il metodo “unschooling”.
Per la tutrice i bambini hanno carenze scolastiche

La bambina più grande della coppia, Utopia Rose, 8 anni, potrebbe essere iscritta quindi alla terza elementare delle scuole di Palmoli, in provincia di Chieti. L’idea è stata descritta dalla tutrice al sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, al fine di organizzare un recupero educativo e culturale dei figli della coppia, che secondo la tutrice hanno un’educazione scolastica giudicata mediocre. «La bambina – ha scritto la presidente del Tribunale, Cecilia Angrisano, nell’ordinanza, firmata l’11 dicembre – è ancora in una fase alfabetica e non ortografica, poiché non sillaba le lettere, non mette insieme i numeri e non ha raggiunto ancora la fase lessicale. È necessaria la formulazione di una programmazione didattica che assicuri un’efficace istruzione di tutti i minori e il recupero delle gravi carenze riscontrate in Utopia Rose».
Analoga decisione è prevista anche per i due gemelli di sei anni della coppia che vive nel bosco di Palmoli, avendo scelto di condurre un’esistenza lontana dalla città e dalla vita moderna. Secondo il Collegio «I tre fratelli si sono rifiutati di colorare o di leggere e scrivere, sia in lingua inglese che in italiano – è scritto nell’ordinanza che ha portato all’allontanamento – tendenzialmente sfogliano libri con disegni per età inferiori (3-5 anni) e chiedendo all’educatrice di leggere per loro”. Per loro, quindi, si potrebbero aprire le porte della scuola pubblica.
La questione sanitaria

Anche la questione medico-sanitaria è al centro dell’ordinanza, considerando che la madre dei bambini non ha mai vaccinato i figli, perché contraria. Nonostante la rigidità dei genitori, la famiglia nel ricorso si è detta disponibile a completare i cicli vaccinali dei figli e sottoporli a tutte le visite mediche ritenute necessarie per i minori. Nathan e Catherine hanno anche offerto la propria disponibilità a trasferirsi temporaneamente in una struttura ricettiva messa a disposizione a Palmoli dall’ex ristoratore di Ortona, Armando Carusi, in attesa della ristrutturazione della loro abitazione. Nei prossimi giorni la famiglia dovrà essere sottoposta a un Ctu di carattere psico-medico, una consulenza per accertare lo stato clinico e psichiatrico di genitori e figli. Il Tribunale dei minorenni de L’Aquila ha già nominato una psichiatra dell’ospedale de L’Aquila, la dottoressa Simona Ceccoli, che dovrà effettuare un’indagine personologica e psico-diagnostica del profilo di personalità di ciascun genitore e dei minori per valutare. L’obiettivo è comprendere “gli stili relazionali e comportamentali; le capacità e competenze genitoriali, nello specifico la capacità di riconoscimento dei bisogni psicologici (in particolare affettivi ed educativi) del minore; l’attenzione progettuale alle esigenze di crescita dei minori per garantire un adeguato sviluppo psichico”.




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