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Caso Minetti, la Procura vuole vederci chiaro sul presunto figlio adottivo
AttualitàCopertina

Caso Minetti, la Procura vuole vederci chiaro sul presunto figlio adottivo. Ecco cosa non torna…

Alan David Scifo
Alan David Scifo
Aprile 29, 2026

In questo articolo

      • Nicole Minetti, ex consigliera regionale della Lombardia, ha ricevuto la grazia dal presidente Mattarella dopo essere stata condannata a 3 anni e 11 mesi. Il Quirinale denuncia stranezze e chiede verifiche. Meloni difende Nordio.
  • La lente di ingrandimento della Procura
  • La difesa di Nicole Minetti
  • Meloni difende Nordio

Nicole Minetti, ex consigliera regionale della Lombardia, ha ricevuto la grazia dal presidente Mattarella dopo essere stata condannata a 3 anni e 11 mesi. Il Quirinale denuncia stranezze e chiede verifiche. Meloni difende Nordio.

Ha chiesto di fare luce il Qurinale sulla vicenda della grazia concessa all’ex consigliera regionale della Lombardia Nicole Minetti, lo scorso 18 febbraio 2026. Sul caso indaga adesso la Procura generale con l’ausilio dell’Interpol. Il mandato a svolgere nuovi accertamenti è arrivato dal ministero di Giustizia dopo che il Quirinale con una nota ha chiesto di fare luce sulla fondatezza di alcuni articoli di stampa in cui si mettono in dubbio i presupposti sui quali si fondava la richiesta di grazia ottenuta dalla Minetti in seguito a una condanna definitiva a tre anni e 11 mesi di reclusione. Minetti aveva manifestato la necessità di accudire in Uruguay un bambino adottato da lei e dal suo compagno Giuseppe Cipriani, abbandonato alla nascita e rimasto orfano, bisognoso di cure costanti impossibili in Italia. Per questo richiesto aveva richiesto la grazia che la esonerasse dallo scontare la pena residua consistente in lavori socialmente utili. Secondo l’inchiesta condotta dal Fatto Quotidiano, però, il minore in questione non sarebbe orfano ma avrebbe i genitori, anche se della madre non si hanno notizie da un paio di mesi e il padre sarebbe in carcere. Questi elementi, non sarebbero presenti negli atti dell’istruttoria prodotta per la valutazione della richiesta di grazia.

La lente di ingrandimento della Procura

25 aprile, il giorno della Liberazione durante il lutto nazionale divide la politica
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (84 anni).

Su queste anomalie indaga adesso la Procura. «Tutte le circostanze sono oggetto di accertamento: dalle modalità di adozione all’estero alla morte del legale della madre biologica – fanno sapere da Palazzo di Giustizia – se necessario procederemo con una rogatoria internazionale». Nicole Minetti era stata condannata a 3 anni e 11 mesi da scontare ai servizi sociali per favoreggiamento della prostituzione e peculato, per i processi Rimborsopoli e Ruby bis.

La domanda di grazia era stata presentata nel 2025 e aveva ottenuto il parere favorevole sia della Procura generale della Corte d’Appello di Milano, sia del ministro della Giustizia Carlo Nordio. A quel punto era stato formulato un parere che era stato trasmesso al Quirinale.

Il provvedimento di clemenza era quindi stato disposto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per permettere a Minetti di occuparsi del presunto figlio adottivo, conosciuto in un orfanotrofio in Uruguay, in condizioni di salute difficili che richiederebbero una costante assistenza da parte della madre adottiva.

L’inchiesta de Il Fatto, rivela però che i genitori del minore siano entrambi in vita. Aggiungendo anche che nel 2023 la coppia avrebbe intentato una causa e ottenuto da un tribunale uruguaiano la revoca della patria potestà alla madre biologica del bambino.  Nella documentazione presentata da Minetti per richiedere la grazia, inoltre, sarebbe stato certificato che «per curare il bambino (adottato, ndr) si sono dapprima rivolti a medici di ospedali italiani, tra i quali il San Raffaele di Milano e l’ospedale di Padova, che hanno tuttavia sconsigliato di procedere con l’operazione». Per questa ragione l’operazione avrebbe avuto luogo a Boston, negli Stati Uniti, visto il parere negativo dei nosocomi italiani. Quei pareri, però, non risulterebbero allegati né formalmente acquisiti agli atti dell’istanza.  

Ora però emerge che di questo bambino non ci sarebbe traccia né nei database dell’ospedale San Raffaele di Milano né dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova, che hanno dunque smentito di averlo mai avuto in cura. Questo non escluderebbe comunque che il bambino sia stato visitato per le vie brevi senza presa in carico formale.

La difesa di Nicole Minetti

Caso Minetti, la Procura vuole vederci chiaro sul presunto figlio adottivo. Ecco cosa non torna...

Minetti però si difende: «Smentisco categoricamente di aver mai intrapreso contenziosi con i genitori biologici di mio figlio, che non ho mai conosciuto – ha dichiarato – Diffuse ricostruzioni false, gravemente lesive della mia reputazione, accompagnate dalla divulgazione di informazioni riguardanti un minore che, per legge, non avrebbero mai dovuto essere rese pubbliche». L’ex igienista dentale si riserva di «adire senza indugio le competenti sedi giudiziarie, civili e penali, nei confronti di chiunque abbia contribuito alla diffusione di notizie false e lesive, al fine di ottenere ogni tutela e ristoro dei danni subiti». «L’intero percorso adottivo si è svolto nel pieno rispetto della legge – aggiunge ancora Minetti – seguendo la procedura ordinaria, dalla fase di pre-adozione fino all’affidamento definitivo, come documentalmente dimostrato e allegato». Minetti precisa inoltre «di non essere mai stata indagata né di aver mai ricevuto comunicazioni di indagini a mio carico, né in Uruguay né in Spagna».

Meloni difende Nordio

Crisi del Golfo, Meloni: “Non vogliamo entrare in guerra”
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni (49 anni).

Poco prima il ministro della Giustizia Carlo Nordio a Palazzo Chigi era stato ricevuto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Durato circa un’ora, si sarebbe trattato, secondo quanto viene riferito, di un incontro già in programma, focalizzato su provvedimenti in materia di giustizia. Ma la posizione del Ministro adesso vacilla e le opposizioni chiedono le sue dimissioni: «Mi fido di lui e a oggi escludo l’ipotesi di dimissioni del Ministro». Ha detto la premier Giorgia Meloni che aggiunge: «Sicuramente, se è vero quello che emerge dall’inchiesta giornalistica, qualcosa manca nel lavoro che è stato fatto, però questo non è un lavoro che fa il Ministero della Giustizia».

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