
Terremoto post referendum, dimissioni di Delmastro e Bartolozzi. Rischia Santanché
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Dopo l’esito del referendum saltano le prime teste: il sottosegretario alla Giustizia si dimette dopo la vicenda che lo vede in affari con la famiglia criminale dei Caroccia. Il capo di gabinetto dello stesso ministero lascia dopo le frasi pronunciate prima del voto.
Terremoto politico all’interno della maggioranza di governo. Dopo il risultato negativo ottenuto nel referendum sulla giustizia, si sono dimessi il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e il capo di gabinetto dello stesso ministero, Giusi Bartolozzi, entrambi coinvolti in polemiche per due diversi casi. Tutti e due nel pomeriggio hanno avuto un colloquio in via Arenula con il Guardasigilli Carlo Nordio, dopo il quale sono arrivate le dimissioni.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intanto chiede anche le dimissioni dalla ministra del Turismo Daniela Santanchè. A carico della ministra c’è un processo a Milano per presunto falso in bilancio sulla sua società Visibilia. Risulta inoltre indagata per un’ipotesi di bancarotta e presunta truffa all’Inps.
Le parole di Delmastro
La rovente giornata comincia con le dichiarazioni del sottosegretario Andrea Delmastro: «Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla Giustizia – ha spiegato – Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e, pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell’interesse della Nazione, ancor prima che per l’affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il Presidente del Consiglio». Delmastro era da giorni al centro di una bufera politica per via di foto che lo ritraevano in atteggiamenti conviviali con Mauro Caroccia, uomo vicino al clan criminale dei Senese, e per gli affari con la figlia diciottenne, Miriam Caroccia. L’esponente di FdI era stato tirato in ballo pochi giorni prima del referendum e le opposizioni ne avevano subito chiesto le dimissioni. Il prossimo passaggio sarà quello di una nuova nomina, mentre verrà chiesta in commissione parlamentare antimafia l’audizione di Delmastro. Una richiesta che sarà poi valutata dalla presidenza.
La vicenda Bartolozzi

La vicenda Bartolozzi riguarda invece le dichiarazioni espresse, a pochi giorni dal referendum, durante un dibattito televisivo su una tv siciliana. «Finché la giustizia non ti marchia tu non lo capisci. Faccio appello a tutti i cittadini che hanno sofferto sulla propria pelle: votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, che sono plotoni di esecuzione». Ma su di lei “pesavano” anche le scelte fatte al ministero, specie sul caso del rimpatrio del generale libico Almasri.
Ad assumere le funzioni della ex capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi, sarà Vittorio Corasaniti, magistrato vice capo di gabinetto vicario negli uffici di via Arenula. L’altro vice è la magistrata Chiara Fasano.
Il caso Santanchè

Adesso si attende la decisione di Daniela Santanchè, dopo le pressioni di Giorgia Meloni, cui si sono unite le richieste delle opposizioni, da Giuseppe Conte (M5s) ad Angelo Bonelli (Avs). La ministra del Turismo è stata protagonista del caso Visibilia relativo alle società del gruppo editoriale fondato dalla Ministra, e sfociato all’inizio del 2025 in un rinvio a giudizio per falso in bilancio. Al centro delle indagini dei magistrati milanesi vi sono presunte irregolarità nelle comunicazioni sociali tra il 2016 e il 2022, volte, secondo l’accusa, a nascondere lo stato di crisi irreversibile delle aziende e a rassicurare indebitamente il mercato degli investitori. A questo si è aggiunto il filone della truffa aggravata all’Inps. Un’indagine insidiosa che ha riguardato la gestione della cassa integrazione a zero ore durante l’emergenza Covid-19. L’ipotesi accusatoria è che i dipendenti risultassero ufficialmente a riposo forzato, percependo i sussidi statali, pur continuando a prestare servizio effettivo negli uffici della senatrice. Infine, la posizione della ministra si è ulteriormente aggravata con l’iscrizione nel registro degli indagati per il fallimento della società Bioera, di cui era stata presidente fino al 2021, con l’ipotesi di bancarotta che ha reso la sua permanenza nel Gabinetto un onere politico non più sostenibile.



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