La Global Sumud Flotilla pronta a partire per rompere l’assedio israeliano nella striscia di Gaza
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Partiranno il 31 agosto da Genova e il 4 settembre dalla Sicilia le decine di navi pronte a rompere l’assedio israeliano nella striscia di Gaza. L’iniziativa fa parte del Global Sumud Flotilla, cui aderiscono flotte in partenza anche dalla Tunisia e da Barcellona. A bordo ci saranno attiviste e attivisti provenienti da 44 Paesi in tutto il mondo insieme con artisti, operatori umanitari, medici, avvocati.
Global Sumud Flotilla è un movimento che unisce centinaia di imbarcazioni per dare vita alla più grande missione civile marittima non violenta che sia stata mai organizzata per supportare Gaza. Sulle imbarcazioni ci saranno anche decine di attivisti italiani e i numeri potrebbero crescere: da tutto il mondo sono state inviate più di 26mila richieste per partecipare da persone provenienti da 44 Paesi del mondo. Le richieste dell’iniziativa sono quattro: “Stop all’assedio, stop al genocidio, stop alla fame usata come arma e stop alla disumanizzazione”.

“Sebbene apparteniamo a nazioni, fedi e convinzioni politiche diverse, siamo uniti da un’unica verità: l’assedio e il genocidio devono finire – scrive in una nota la Global Sumud Flotilla – siamo indipendenti, internazionali e non affiliati ad alcun governo o partito politico. La nostra fedeltà è alla giustizia, alla libertà e alla sacralità della vita umana”. In passato sono state avviate iniziative simili: Nel 2008 due barche del Free Gaza Movement riuscirono a sbarcare nella Striscia. Nel 2010, invece, l’arrivo fu tragico: Le barche della Freedom Flotilla vennero assaltate dalle forze israeliane con nove vittime tra gli attivisti. Fino ad arrivare a quest’estate quando i tentativi di raggiungere via barca Gaza sono terminati prima con un attacco di droni al largo delle acque maltesi e poi con l’arresto degli attivisti da parte della flotta militare israeliana in acque internazionali. In una situazione di guerra, il rischio, in questa occasione, è alto. “Ci sono dei rischi. Ma il pericolo maggiore sta nel permettere a Israele e ai suoi alleati di compiere un genocidio impunemente – scrive in un comunicato la Global Sumud Flotilla – Israele ha una lunga storia documentata di uso della forza contro le flotte umanitarie. Tuttavia i rischi che corriamo sono minimi rispetto a quelli che i palestinesi affrontano ogni giorno: fame, deportazioni e bombardamenti. Queste imbarcazioni non trasportano solo aiuti, ma anche un messaggio: l’assedio deve finire”.

Ad Augusta, intanto, da dove partiranno le altre imbarcazioni si lavora giorno e notte per preparare tutto: “L’obiettivo è sostenere con aiuti concreti lo stremato popolo palestinese e al contempo mobilitarsi perché il governo italiano si schieri dalla parte della pace, della giustizia e del diritto internazionale – afferma la Cgil, che sta procedendo alla raccolta di generi di prima necessità – . Il 3 settembre a Catania e Siracusa si terranno iniziative pubbliche con la partecipazione di attivisti e artisti. “La gravità della situazione – dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino – richiede un’ampia mobilitazione. Per questo invitiamo tutti ad aderire sia alla raccolta di aiuti per la popolazione di Gaza, ma anche alle iniziative di piazza del 6 settembre. Lo sdegno deve assumere volto e forma concreta attraverso una grande partecipazione democratica per fermare quello che l’esercito israeliano sta facendo a Gaza e in Cisgiordania. Non basta – sottolinea Mannino – dirsi contro, non opporsi è di fatto accettare la strage di bambini, di operatori umanitari, di giornalisti e di un intero popolo”.
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