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Il regno di re Carlo si svuota: boom di dimissioni, ecco perché!

Sonia Russo
Sonia Russo
Luglio 25, 2025

In questo articolo

  • Un capo… insopportabile!
  • Fiori perfetti, stipendi da fame
  • Paradiso botanico o prigione?
    • Anche Harry e Meghan tagliano lo staff
Re Carlo III e i suoi giardini sotto accusa: 11 giardinieri su 12 si dimettono denunciando un ambiente di lavoro tossico. Ecco cosa sta succedendo!

C’erano una volta i giardinieri di Re Carlo… ora non ci sono (quasi) più!

Non è il trailer di una nuova serie Netflix né l’incipit di una favola green: è pura cronaca reale. Nella sontuosa tenuta di Highgrove House, cuore verde del regno floreale di Re Carlo III, si respira aria di burrasca. Anzi, ormai l’aria è rarefatta, perché 11 giardinieri su 12 hanno salutato e se ne sono andati, lasciando ai roseti e agli orti il compito di resistere… da soli.

Il motivo? Un ambiente di lavoro che, secondo le testimonianze, è tutto fuorché regale: “tossico”, “opprimente”, con “pretese assurde, paghe misere e un sovrano micromanager che corregge con la penna rossa”. Questo e tanto altro si è detto a riguardo.

Insomma, a quanto pare, a Buckingham Palace c’è qualcosa di peggio dei cappellini di Camilla, e a far paura non sono solo i diktat del protocollo reale. A Highgrove, la paura ha il volto del giardiniere sbagliato davanti al re sbagliato nel momento sbagliato.

Un capo… insopportabile!

Highgrove House è la residenza di campagna di Carlo III.
Highgrove House è la residenza di campagna di Carlo III.

Ma andiamo con ordine… Il problema, dicono, sarebbe proprio Sua Maestà: un capo esigente, inflessibile e, udite udite, ossessionato dal colore delle rose e dalle dimensioni delle pesche.

Secondo il Sunday Times, Carlo avrebbe pronunciato l’imperiosa frase: «Non mettetemi più quell’uomo davanti» solo perché un giardiniere aveva confuso un fiore con un altro. E questo è solo uno dei tanti episodi raccontati: c’è chi è stato rimproverato per una semplice erbaccia vicino alla piscina, chi per la sfumatura sbagliata delle rose o per pesche non abbastanza rotonde.

Altro che tè e biscotti, dunque: chi lavora con Re Carlo deve fare i conti con note scritte a mano in inchiostro rosso, ispezioni maniacali e una lista di richieste impossibili da esaudire (soprattutto nel giardinaggio, dove non tutto risponde agli ordini… nemmeno quelli regali).

Il fatto è che dal 2021 Carlo supervisiona personalmente ogni centimetro della tenuta, che ha trasformato in un santuario bio senza pesticidi né scorciatoie. Ma la cura ossessiva per la natura sembra aver messo in ombra quella per le persone. Soprattutto quando richiede modifiche urgenti e dettagliate. Il problema? La natura ha i suoi tempi, anche se chi comanda è un re.

Fiori perfetti, stipendi da fame

Il regno di re Carlo si svuota: boom di dimissioni, ecco perché!
La coppia reale ha una vera passione per il verde.

Vabbè, starete pensando, per lo stipendio che sicuramente il sovrano darà ai suoi dipendenti, qualche rimprovero si potrà anche sopportare… E no, perché qui c’è un’altra nota dolente.

Highgrove è davvero diventato il set di un surviving game in cui le prove da superare sono a base di delphinium marciti e fiori bio da tenere perfetti senza pesticidi. I giardinieri, però, guadagnano appena 12 sterline l’ora, il salario minimo. Altro che idillio campestre! Una paga da brividi per chi lavora sotto pressione, tra aspettative altissime e risorse sempre più ridotte.

Una denuncia formale presentata nel 2023 parla chiaro: team sopraffatto, stress alle stelle e nessuna possibilità di dire “siamo a corto di personale”. L’indagine ha confermato tutto, suggerendo addirittura di fornire supporto psicologico allo staff.

Uno squarcio dei giardini biologici Highgrove.
Uno squarcio dei giardini biologici Highgrove.

Paradiso botanico o prigione?

E dire che Highgrove, con le sue nove camere da letto, orti biologici, laghetti incantati e sentieri fioriti, dovrebbe incarnare l’ideale ecologico di Re Carlo. Invece, più che un santuario della natura, sembra essere diventato il palcoscenico di un incubo professionale. Un ex dipendente ha raccontato che la gestione è ossessiva, che c’è una totale mancanza di empatia e che ogni dettaglio, dalla punteggiatura nelle email al numero esatto di foglie su una pianta, può scatenare una crisi regale.

Dopo la tempesta mediatica, la King’s Foundation, che gestisce le attività di Highgrove, ha fatto partire un’indagine interna. Risultato? I giardinieri avevano ragione: pochi fondi, troppo lavoro e un ambiente carico di tensioni.

C’è chi si è fatto male per l’eccessivo carico di lavoro. Chi ha avuto crisi d’ansia. E chi, dopo anni di fedeltà alla corona, ha deciso di mollare tutto. «Era come se dovessimo essere grati solo per essere lì – ha raccontato un ex dipendente – Ma venivamo trattati come spazzatura».

Nemmeno la proposta (maldestra) di usare rifugiati ucraini o anziani come volontari ha aiutato a rimettere ordine. Il personale se ne va. E le piante… crescono come possono.

Anche Harry e Meghan tagliano lo staff

Mentre a Highgrove volano pale e rastrelli, anche i duchi di Sussex sembrano in fase di potatura. Harry e Meghan hanno ridotto il personale, soprattutto nel settore comunicazione, forse per contenere le spese. Una mossa strana per chi ha incassato milioni da Netflix e podcast vari. Crisi finanziaria o solo un rebranding in corso?

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